Sabato scorso, nella Galleria Conte a Schio, si è tenuta la prima conferenza sul tema “Il futuro dei trasporti su strada e su rotaia”, organizzata a margine della mostra “L’archivio ritrovato Carrozzeria Dalla Via – 1905/2008”. Un appuntamento che ha saputo intrecciare memoria e innovazione, storia industriale e visioni proiettate al domani.
A moderare l’incontro è stato Luca Fabrello, mentre sul tavolo dei relatori si sono alternati l’ingegner Federico Bernabei di Railevo, l’ingegner Tommaso Gecchelin di Next Modular Vehicles e Alessandro Maculan, docente dell’ITIS “Silvio De Pretto” e assessore alla mobilità del Comune di Schio, affiancato da alcuni studenti dell’istituto.
Un “taxi” autonomo su rotaia
Bernabei ha presentato un progetto pilota destinato a far discutere: la sostituzione delle attuali linee ferroviarie a binario unico con un sistema a coppia di rotaie in grado di consentire la doppia circolazione nei due sensi di marcia, ma su percorsi disgiunti. A percorrerli sarebbe un veicolo elettrico a guida autonoma, una sorta di taxi su rotaia capace di trasportare fino a sei passeggeri.
Il numero dei mezzi in servizio verrebbe modulato in base alla domanda, aumentando o diminuendo nelle fasce di maggiore o minore affluenza. Un modello che punta a ridurre costi e sprechi rispetto ai treni tradizionali, spesso sottoutilizzati. Le stazioni dovrebbero essere ripensate, anche con soluzioni su due livelli che consentano ai veicoli in transito di superare quelli temporaneamente fermi per la salita e discesa dei passeggeri. L’alimentazione è completamente elettrica, tramite batterie.
Veicoli modulari su strada
Diversa ma altrettanto innovativa la proposta illustrata da Gecchelin: un veicolo elettrico da 9 posti a sedere e 7 in piedi, progettato per utilizzare la normale sede stradale e capace di accoppiarsi lungo il percorso con altri mezzi identici. I convogli si formano e si separano in base alle destinazioni prenotate dagli utenti, che potrebbero dover cambiare modulo al momento dello sgancio per proseguire verso la propria meta.
Il vantaggio? Spostare meno massa a vuoto rispetto a un autobus tradizionale, spesso in circolazione con pochi passeggeri a bordo. Il sistema, è stato ricordato, è già attivo in alcune realtà italiane come Padova e Courmayeur. Anche in questo caso la trazione è elettrica, ma la presenza dell’autista resta necessaria per via delle normative europee che non consentono ancora la guida autonoma.
La lezione del passato e il talento dei giovani
A chiudere il cerchio tra futuro e tradizione è stato Alessandro Maculan, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà burocratiche che rallentano l’innovazione in Europa. Ma lo sguardo si è poi spostato sulle energie del territorio e sul lavoro degli studenti dell’ITIS scledense.
Partendo da due viste ortogonali di un veicolo elettrico progettato nel 1942 dalla Carrozzeria Dalla Via su richiesta della Pellizzari di Arzignano — un “veicolo da piazza” in piena autarchia linguistica — i ragazzi hanno ricostruito l’intero prototipo. In sole due settimane hanno sviluppato tutte le viste tecniche, realizzato un modello in scala con stampante 3D e creato una versione virtuale esplorabile tramite visore, capace di restituire la percezione tridimensionale del mezzo nello spazio.
Un risultato che, oltre al valore tecnico, assume un significato simbolico: la dimostrazione che volontà e competenze possono superare gli ostacoli, nel solco di quella tradizione manifatturiera che ha reso celebre il territorio vicentino.
I prossimi appuntamenti
L’iniziativa si inserisce nell’attività dell’Historic Club Schio, da sempre impegnato nella valorizzazione del patrimonio culturale, architettonico e della mobilità, nel segno della memoria e del rispetto per il genio delle generazioni precedenti.
Il calendario prosegue con la conferenza di sabato 21 marzo sul tema “Storia tecnica e stilistica dell’autobus italiano” e con il Raduno Corriere & Autobus Dalla Via in programma domenica 22 marzo. La mostra “L’archivio ritrovato Carrozzeria Dalla Via – 1905/2008” resterà aperta fino a domenica 29 marzo.
di Redazione AltovicentinOnline
































