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Un eremo dimenticato sulle Bregonze: una nuova ricerca sulla presenza camaldolese a Carrè 

La storia locale continua a riservare sorprese capaci di arricchire la conoscenza del territorio e delle sue trasformazioni nel lungo periodo. È il caso del recente saggio di Matteo Dal Santo, presentato alcune settimane fa, che ricostruisce con rigore documentario e sensibilità storica la vicenda dell’eremo camaldolese attivo sulla Bregonza di Carrè tra il 1603 e il 1806, un complesso oggi scomparso ma un tempo pienamente inserito nella vita religiosa ed economica dell’area. L’eremo sorgeva a poche centinaia di metri dalla località Ca’ Vecchia, in una posizione appartata ma strategica, coerente con l’ideale camaldolese di equilibrio tra isolamento spirituale e gestione concreta delle risorse. La ricerca mette in luce non solo la dimensione religiosa dell’insediamento, ma anche il suo ruolo nel contesto territoriale, contribuendo a restituire profondità storica a un paesaggio che oggi appare profondamente mutato.

Attraverso un’attenta analisi delle fonti archivistiche, Dal Santo segue l’evoluzione dell’eremo lungo oltre due secoli, dalla fondazione in età moderna fino alla soppressione in epoca napoleonica, evento che segnò la fine di molte istituzioni monastiche nel Veneto. Ne emerge un quadro articolato, in cui la vita eremitica si intreccia con le dinamiche economiche, sociali e amministrative del territorio vicentino.

Il lavoro si inserisce coerentemente nel percorso di studi dell’autore. Matteo Dal Santo, originario di Carrè, è laureato in Lettere all’Università di Padova, specializzato in archivistica e dottore di ricerca in storia economica presso l’Università di Verona. Il suo dottorato ha affrontato il tema del ritardo dell’industrializzazione nel Veneto e nel Vicentino nei primi decenni dell’Ottocento, ambito che testimonia un’attenzione costante ai processi di lunga durata e alle strutture economico-sociali.

Per molti anni docente nella scuola pubblica, Dal Santo ha affiancato all’insegnamento un intenso impegno nella ricerca e nella divulgazione storica. I suoi interessi spaziano dalla storia economica e demografica a quella sanitaria e antropologica. È inoltre tra gli ideatori, insieme a Ivo Carollo e Mario Lucchini, della ricostruzione storica del mercato franco di Thiene (1992), significativa esperienza di valorizzazione della memoria storica locale.

Ha partecipato attivamente al rinnovamento della didattica della storia all’interno del laboratorio “A. Giuriolo” di Thiene, tenendo lezioni di aggiornamento per docenti, e ha curato il riordino di diversi complessi archivistici pubblici, mettendo le fonti al centro del lavoro storico.

Il saggio sull’eremo camaldolese della Bregonza rappresenta dunque un ulteriore tassello di una ricerca attenta, fondata su solide competenze archivistiche e su una profonda conoscenza del territorio. Un contributo che non solo colma una lacuna storiografica, ma invita a riscoprire luoghi e vicende che hanno lasciato tracce silenziose nella storia di Carrè e del Vicentino.

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