- AltoVicentinOnline - https://www.altovicentinonline.it -

L’orso dell’Altopiano ha un nome: è M123. Il Dna svela la sua identità

Si chiama M123. E’ l’orso che alcune settimane  si muove sull’Altopiano dei Sette Comuni:  un giovane maschio nato presumibilmente nel 2024 e proveniente dal Trentino. A confermarlo sono gli esami effettuati dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige sui campioni biologici raccolti dopo una predazione avvenuta nelle scorse settimane nel territorio comunale di Enego, dove due capre erano state uccise.

Proprio quell’episodio aveva spinto la Polizia Provinciale di Vicenza e la Regione del Veneto ad intensificare il monitoraggio. Durante il sopralluogo erano state rilevate tracce compatibili con la presenza dell’orso già segnalato nei giorni precedenti. Per questo motivo gli operatori avevano installato una fototrappola nei pressi della carcassa di uno degli animali, grazie anche alla collaborazione del proprietario dell’allevamento.

Nella notte tra sabato e domenica 31 maggio, intorno alle 22.30, l’orso è tornato sul luogo della predazione. È entrato nel recinto e ha raggiunto la carcassa della capra iniziando a cibarsene. Quando si è accorto della presenza degli osservatori non ha mostrato segni di aggressività o agitazione: con sorprendente agilità ha scavalcato una recinzione metallica alta circa due metri, è atterrato all’esterno e si è dileguato nel bosco nel giro di pochi istanti.

La scena si è svolta in via Coste di Là, sul margine orientale dell’Altopiano dei Sette Comuni, nel territorio comunale di Enego, a ridosso della Valsugana. Un dettaglio conferma quanto questo giovane plantigrado sia in continuo movimento: il luogo della nuova osservazione dista circa undici chilometri in linea d’aria dall’ultima rilevazione effettuata pochi giorni prima attraverso una fototrappola.

Proprio nel sito della predazione sono stati raccolti i campioni genetici che hanno permesso agli specialisti della Fondazione Edmund Mach di identificare l’animale come M123, già censito nel corso del 2025 in Val di Sole, prima di intraprendere il suo viaggio verso il Veneto.

“Un sentito ringraziamento alla Fondazione Edmund Mach per il prezioso lavoro di analisi genetica che ha consentito di comprendere la provenienza dell’animale e di confermare l’ampia mobilità di questi grandi carnivori”, sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond. “Un ringraziamento va anche alla Provincia autonoma di Trento per il costante scambio di informazioni. La collaborazione tra Regioni e territori confinanti è fondamentale per monitorare efficacemente la presenza dei grandi carnivori”.

Bond invita anche a mantenere la giusta prospettiva. “La presenza dell’orso in Veneto resta un fenomeno sporadico, legato soprattutto agli spostamenti di giovani maschi in dispersione provenienti dai nuclei riproduttivi delle regioni confinanti. I monitoraggi della Polizia Provinciale di Vicenza, in coordinamento con gli uffici regionali, proseguiranno senza interruzioni per seguire gli spostamenti dell’animale e raccogliere ulteriori elementi utili alla gestione della sua presenza”.

L’appello finale è rivolto ai cittadini. Ogni segnalazione circostanziata può contribuire a ricostruire gli spostamenti dell’orso e ad arricchire il sistema di monitoraggio della fauna selvatica. Allo stesso tempo viene raccomandato di adottare comportamenti corretti nella gestione dei rifiuti organici, degli animali domestici e delle strutture zootecniche, evitando di offrire facili fonti di cibo che possano attirare il plantigrado vicino alle abitazioni.

di Redazione AltovicentinOnline

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su: