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Rotzo. La patata, una vita di ricerca: dopo 50 anni il grazie a Giovanni Guarda

Cinquant’anni di ricerca, di lavoro sul territorio, di relazioni costruite tra comunità e università, con un obiettivo costante: trovare nuove opportunità per le terre alte e per chi le abita. È questo il percorso che ha portato il Comune di Rotzo a conferire la cittadinanza onoraria a Giovanni Guarda, agronomo e ricercatore, da mezzo secolo impegnato nella selezione e nella conservazione delle varietà di patata più adatte ai territori montani.

A raccontare il significato di questo riconoscimento è la figlia, Cristina Guarda, eurodeputata di Europa Verde, che affida alle sue parole il ritratto di un uomo che ha fatto della ricerca una forma concreta di servizio alle comunità. “Sono figlia di un agronomo, di un ricercatore che ha messo a servizio ogni cellula del suo corpo e della sua passione per migliorare la vita di diverse comunità del mio territorio”, racconta Guarda.

Il rapporto con Rotzo nasce cinquant’anni fa, quando  Guarda, appena trentenne, comincia a lavorare sulla selezione di varietà di patate capaci di adattarsi alle condizioni delle terre montane. Un’attività scientifica che assume presto anche una dimensione economica e sociale: in territori che necessitavano di nuove opportunità di reddito, la ricerca diventa uno strumento per sostenere la produzione locale e, contemporaneamente, contribuire alla conservazione di varietà storiche. Un lavoro che non si è limitato a Rotzo. Nel corso degli anni il ricercatore ha operato in numerosi territori, da Trissino alla Val Formazza, collaborando con università e centri di ricerca e costruendo una rete di relazioni scientifiche e umane.

“Ha viaggiato in ogni università per lavorare sulla selezione e la conservazione, generando ponti tra tante e tanti”, ricorda la figlia. A cinquant’anni dall’inizio di quel percorso, il lavoro non si è però concluso. Anzi, secondo Cristina Guarda, il riconoscimento di Rotzo arriva mentre il padre continua a occuparsi delle prospettive della pataticoltura nelle terre alte, in un contesto profondamente mutato dalla crisi climatica.” E non ha ancora finito di anticipare i tempi”, sottolinea. Ancora oggi, spiega, mette a disposizione “il proprio tempo e la propria prospettiva per trovare soluzioni produttive adeguate per la pataticoltura nelle terre alte e in mezzo a un’orrenda crisi climatica”.

La cittadinanza onoraria assume così un significato che va oltre il riconoscimento di una carriera. Per Cristina Guarda rappresenta anche il segnale di una comunità che ha scelto di riconoscere il valore di chi, per decenni, si è occupato concretamente del suo futuro. “Sono grata al sindaco e all’amministrazione della comunità di Rotzo», afferma l’eurodeputata, ricordando un territorio “che molto ha lottato e lotta per contare”. Un territorio che, proprio attraverso questo gesto, ha saputo riconoscere “quanto sia bello trovare persone umane che amano te e la tua terra in modo sincero, preoccupate del loro futuro”.

Nel racconto della figlia, il riconoscimento diventa infine anche un omaggio personale. Quello a un padre descritto come “uomo retto, accogliente, umano”, capace di trasformare la propria passione professionale in una costante attenzione alle comunità incontrate lungo il cammino. “Ha riversato il suo amore nell’immaginare un futuro di opportunità per le comunità che incontrava”.  conclude Cristina Guarda. Cinquant’anni dopo l’inizio di quella ricerca, Rotzo ha scelto dunque di restituire simbolicamente al ricercatore una parte di ciò che egli ha contribuito a costruire: il riconoscimento di una comunità per un lavoro che ha unito scienza, territorio e persone, con lo sguardo rivolto alle montagne e al loro futuro.

di Redazione AltovicentinOnline

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