La ‘sentenza del Costo’ accende il dibattito e i social si sono riempiti di commenti. Tra chi ha salutato la decisione del Giudice di pace come una vittoria di buon senso e chi, invece, ha osservato come l’annullamento della multa non risolva il vero problema della provinciale: auto e motociclette che continuano a sfrecciare lungo i tornanti come se fossero in pista. Intanto, Roberto Rigoni Stern rilancia il cuore della battaglia contro gli autovelox installati sul Costo.
Rigoni Stern: “avevamo ragione fin dall’inizio”
Per il primo cittadino, la pronuncia del Giudice di pace di Vicenza non rappresenta un successo individuale, ma la conferma di quanto denunciato fin dall’introduzione del nuovo limite di velocità e dei sistemi di rilevazione. “Ha fatto discutere molto la decisione del Giudice di Pace di Vicenza che ha annullato il primo dei cinque verbali che mi erano stati notificati per aver sforato di 2 chilometri orari il limite di velocità sul Costo, riconoscendo l’illegittimità di quella sanzione per un vizio di forma”, afferma Rigoni Stern, tornando alle polemiche che, nella primavera del 2023, accompagnarono l’abbassamento del limite da 90 a 70 chilometri orari. Una scelta che, sostiene, non ha prodotto maggiore sicurezza, ma ha finito per colpire soprattutto chi percorre ogni giorno quella strada per lavoro. “Fin dal primo giorno avevo denunciato una scelta sbagliata: abbassare il limite e installare nuove apparecchiature di controllo non avrebbe reso la strada più sicura, ma avrebbe trasformato migliaia di pendolari in automobilisti da sanzionare. Ed è esattamente quello che è accaduto”.
“Non si fa cassa sulla pelle dei cittadini”
Il riferimento è alle migliaia di verbali elevati nei primi giorni di funzionamento degli impianti, mentre il problema che aveva portato alla stretta, le corse ad alta velocità di auto e soprattutto moto lungo il Costo,secondo il sindaco sarebbe rimasto sostanzialmente irrisolto. “La sicurezza stradale non si misura dal numero dei verbali elevati. Si costruisce con interventi seri, proporzionati e capaci di prevenire gli incidenti, non facendo cassa sulla pelle dei cittadini”.
“Non una vittoria personale” e il ringraziamento a Nardin
Per questo Rigoni Stern legge la decisione del giudice come qualcosa che va oltre la sua posizione personale: “la sentenza rappresenta una vittoria non solo personale, ma per tutti coloro che avevano denunciato l’ingiustizia di quei provvedimenti”, e trova spazio anche un riconoscimento politico al presidente della Provincia Andrea Nardin, che decise successivamente di rimuovere gli impianti contestati. “Fu una scelta di buon senso rimuovere il contestato autovelox-aggiunge il sindaco di Asiago-grazie alla sensibilità del presidente della Provincia, Andrea Nardin, che ha saputo ascoltare il territorio e correggere un errore evidente. Le istituzioni dimostrano la loro credibilità quando sanno riconoscere gli errori e correggerli”.
Gli altri ricorsi e il precedente
Resta ora da capire quale effetto potrà avere questa prima sentenza sugli altri quattro ricorsi ancora pendenti e, soprattutto, sulle numerose sanzioni elevate in quei giorni. Perché se il vizio rilevato dal Giudice di pace dovesse trovare conferma anche nei prossimi procedimenti, quella che era nata come una battaglia di un sindaco potrebbe trasformarsi nel precedente destinato a riaprire il caso degli autovelox del Costo.