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Alto Vicentino, strutture da applausi ma il turismo resta al palo: “Gli ospiti chiedono concerti e eventi. Non è Asiago, nemmeno Marostica”

Hanno alle spalle stagioni positive e strutture capaci di offrire benessere, qualità e ospitalità. I clienti le recensiscono con ottimi voti e, dopo averle provate, ne esaltano servizi e ambienti. Parliamo del Podere La Torre, del Borghetto San Biagio e di Casa Tonello: la prima struttura si trova a Schio, le altre due a Zugliano.

Non le citiamo perché siano le uniche realtà di pregio dell’Alto Vicentino, né perché non ve ne siano altre altrettanto belle. Sono semplicemente un campione significativo di quelle strutture ricettive dotate di piscina che, soprattutto nella stagione estiva, attirano turisti anche da fuori regione.

Siamo andati personalmente a visitarle in questi giorni e abbiamo raccolto le impressioni di alcuni ospiti. Il giudizio sull’accoglienza e sulla qualità delle strutture è pressoché unanime: eccellente. A emergere, però, è anche una critica comune: la difficoltà di trovare, nei territori circostanti, un’offerta turistica strutturata e sufficientemente attrattiva per convincere i visitatori a rimanere in zona anche la sera.

Il risultato è che molti turisti, pur scegliendo l’Alto Vicentino per soggiornare, finiscono per spostarsi verso Asiago, Vicenza, Marostica o Bassano, alla ricerca di concerti, spettacoli ed eventi pensati anche per famiglie e visitatori provenienti da fuori regione.

Podere La Torre

Partiamo dal Podere La Torre, dove, a un prezzo accessibile, è possibile trascorrere alcune ore in un contesto di piscine e servizi di alto livello.

Ce n’è davvero per tutti i gusti: tre piscine, con spazi dedicati agli adulti e ai bambini, oltre alla suggestiva piscina a forma di cuore, che rappresenta uno degli elementi più scenografici della struttura. La pulizia è impeccabile e uno degli aspetti più apprezzati è la possibilità di acquistare anche soltanto l’ingresso per mezza giornata, usufruendo dei diversi servizi disponibili. Per chi vuole contenere la spesa, c’è un bar con piadine, toast e spuntini veloci. Ma anche la proposta del ristorante merita attenzione: la parte enogastronomica è curata con menù adatti a gusti diversi e serate a tema.

Insomma, al Podere La Torre si può andare non soltanto per soggiornare o trascorrere una giornata in piscina, ma anche per un pranzo o una cena, immersi in una location che troppo spesso rischiamo di dare per scontata proprio perché l’abbiamo a pochi passi da casa. Impeccabile la gestione dei coniugi Silvia e Paolo Trentin, volti ormai iconici di questo luogo.

Abbiamo parlato con alcuni ospiti e tutti hanno espresso giudizi molto positivi sulla qualità dell’offerta. Allo stesso tempo, però, è emersa la sensazione che strutture di questo livello, al di là delle iniziative private organizzate dal Podere, avrebbero bisogno di un contesto turistico territoriale più articolato.

«Siamo venuti qui da Bassano, dove siamo ospiti di una coppia di amici conosciuti in viaggio anni fa. Ci hanno portati al Podere La Torre e dobbiamo ammettere che la qualità dei servizi è altissima. Credo che verremo anche domani», racconta Monia Pasini, 44 anni, residente in Emilia-Romagna.

Poi la riflessione si sposta sull’offerta del territorio: «La sera rientriamo perché, guardando cosa c’è in programma, c’è davvero poco. E questo, secondo noi, non è turismo: ci sono soprattutto sagre di paese, che non a tutti piacciono. Vanno bene anche quelle, per carità, ma basta spostarsi a Vicenza, Marostica o Asiago per trovare concerti ed eventi adatti alle famiglie che arrivano da fuori regione. Oltre alla qualità delle strutture ricettive, a cui non manca praticamente nulla, queste persone vogliono anche altro. Ma questo dipende dalle amministrazioni del territorio».

Monia Pasini insiste: «Abbiamo scelto questa parte del Veneto e queste piscine sono una favola. Peccato che non ci siano proposte capaci di convincere i turisti a rimanere e a visitare le cittadine anche la sera. La politica locale dovrebbe lavorare di più anche per sostenere, con iniziative collaterali, quegli imprenditori che investono parecchio nell’accoglienza».

Casa Tonello

A Zugliano troviamo invece Casa Tonello, un B&B delizioso, piccolo e accogliente, situato all’ingresso del paese. Una struttura pensata per chi cerca tranquillità, natura e relax.

Oltre alla piscina principale, c’è una piccola vasca idromassaggio, più intima e raccolta. È una realtà forse meno pubblicizzata rispetto ad altre strutture della zona, ma proprio per questo conserva un’atmosfera particolarmente riservata. Gli spazi sono curati e tutto è a portata di mano.

«Casa Tonello è una struttura molto curata e accogliente, sia negli spazi interni sia in quelli esterni. Il giardino, dotato di piscina e vasca idromassaggio, è immerso nel verde e in questa stagione è circondato da una vegetazione suggestiva. Ti affacci alla finestra e senti la natura che parla, ti immergi nei colori variegati delle piante», racconta Anna, 37 anni, di Brescia, estetista,  arrivata nella zona con il compagno Max. «Ci è stato consigliato da amici e siamo qui per staccare la spina. Consiglio questo posto a chiunque voglia relax e comfort lontano dalla confusione».

Anche in questo caso, però, arriva una critica che riguarda soprattutto ciò che accade fuori dalla struttura: «Io e il mio compagno abbiamo trovato poco pubblicizzati i ristoranti del posto. È possibile che in una zona stupenda come questa non siano collegate le strutture ricettive con le iniziative del territorio? Ci sono sagre e piccoli eventi, ma manca, secondo noi, una proposta turistica complessiva».

Ana racconta anche un’esperienza vissuta a Thiene: «Una sera siamo andati a cena in un bel ristorante in centro. Avendo finito tardi, abbiamo notato che a una certa ora c’è molta rigidità negli orari. Eppure il centro è un incanto: pulito, curatissimo, ma quasi vuoto di persone».

«Volevamo prendere qualcosa da bere e siamo riusciti a sorseggiare un drink in un bar molto carino accanto al Municipio. Quando ne abbiamo chiesto un secondo, ci hanno quasi scongiurato di non insistere, spiegandoci che con gli orari c’è rigidità, soprattutto perché i residenti del centro non vogliono rumori. Io e il mio compagno eravamo sconvolti: in pieno agosto ci vorrebbe un po’ più di elasticità».

La coppia ha quindi chiesto informazioni sulle iniziative serali. «Ci hanno parlato soltanto del cinema all’aperto. È un vero peccato, perché il turismo va promosso, non spento».

Il Borghetto San Biagio

La terza realtà che abbiamo visitato è il Borghetto San Biagio, struttura di categoria superiore dove gli ospiti trovano praticamente tutto ciò che serve per una vacanza all’insegna del relax.

«Era la seconda volta che venivo in questo posto curatissimo. È una struttura dove trovi tutto, talmente tanto che non sentivamo quasi l’esigenza di uscire, se non per brevi passeggiate dopo una giornata in piscina», racconta Andrea Panico, 51 anni, residente nel Veronese.

Anche in questo caso, però, la conoscenza diretta del territorio sembra fare la differenza: «Solo perché conosciamo alcune persone del posto siamo riusciti a mangiare in luoghi caratteristici e ad andare in posti mirati. Al di là di un sito dove vengono elencate le sagre, nell’Alto Vicentino abbiamo notato una certa scopertura dal punto di vista turistico».

Panico lavora nel settore e la sua analisi è netta: «A mio modesto avviso, in questa zona c’è un concetto anacronistico di turismo e, lavorando nel settore, l’ho toccato con mano. Basta andare sull’Altopiano dei Sette Comuni per trovare un turismo diverso, fatto di proposte di qualità e non soltanto di iniziative di paese che, a mio avviso, lasciano il tempo che trovano».

«Per una sera va anche bene la sagra dei bigoli, ma ci deve essere anche il concerto del cantante. Noi alloggiavamo al Borghetto perché ci troviamo bene nella struttura alberghiera, ma la sera andavamo nel Bassanese o ad Asiago, dove praticamente ogni sera c’era un concerto. Abbiamo visto anche artisti come Nek e Patty Pravo».

Poi un riferimento alle amministrazioni locali: «Mi hanno detto che ad Asiago c’è un sindaco molto preparato e credo che sia tutta una questione di amministrazione comunale, oltre che di mentalità. Serve un approccio che si evolva e si modernizzi».

Il ragionamento finale di Andrea Panico va oltre il singolo evento: «Queste sono zone che potrebbero vivere di turismo. Ci sono bellezze di ogni tipo e, a due passi, c’è Venezia, che però per molti resta una toccata e fuga. Con poco tempo ci si può rifugiare qui, tra queste colline, ma devi dare un’offerta a chi, dopo aver lavorato e risparmiato durante tutto l’anno, decide di spendere i propri soldi per una vacanza».

Strutture promosse, territorio rimandato

Tre strutture diverse per dimensioni, caratteristiche e proposta, ma accomunate da un elemento: gli ospiti le promuovono a pieni voti. Il problema, secondo le testimonianze raccolte, sembra essere ciò che accade una volta usciti dal cancello delle strutture. Piscine, camere, ristorazione, natura e servizi funzionano e convincono. A mancare, almeno secondo alcuni visitatori, è una rete territoriale capace di trasformare la qualità delle singole strutture in una vera proposta turistica complessiva.

Non si tratta, evidentemente, di mettere in discussione il valore delle sagre o delle iniziative locali, che rappresentano una parte importante della vita dei nostri paesi. La domanda posta dai turisti è un’altra: perché non affiancare a queste manifestazioni una programmazione più ampia, capace di parlare anche a chi arriva da fuori regione e cerca concerti, spettacoli, cultura, enogastronomia ed esperienze?

L’Alto Vicentino possiede strutture ricettive di qualità, paesaggi, centri storici, colline e una posizione strategica. La sfida, ora, potrebbe essere quella di mettere maggiormente in rete queste risorse. Perché un turista soddisfatto della piscina, dell’albergo o del B&B dovrebbe essere costretto a spostarsi altrove per trovare qualcosa da fare la sera?

È questa la domanda che emerge dal nostro piccolo viaggio d’inchiesta. E forse è proprio da qui che potrebbe partire una riflessione più ampia sul futuro turistico dell’Alto Vicentino.

di redazione AltovicentinOnline

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