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Cacciatori infuriati, manifestazione a Vicenza contro il Piano faunistico

I toni sono da “ultima spiaggia”, una vera chiamata a raccolta del popolo dei cacciatori, minacciati dal Piano faunistico e venatorio della Regione che, se approvato, “porterebbe danni irreparabili alla caccia e ai cacciatori del Veneto”. Almeno così sostengono l’Associazione dei cacciatori veneti Confavi e l’Associazione Enelcaccia pesca e tiro, che hanno convocato una manifestazione

per il pomeriggio di sabato prossimo, 25 gennaio, in Fiera a Vicenza, presso la Sala Palladio, alla quale sono stati invitati tutti gli assessori della Regione Veneto, tutti i consiglieri regionale di ogni colore politico e tutti i deputati veneti eletti in Parlamento. Insomma, allerta al massimo livello. Vediamo perché.

“In questa singolare proposta di nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale presentato dalla Giunta regionale del Veneto, è previsto, tra le tante nefandezze, l’aumento della quota associativa a carico dei cacciatori, fino a sei volte l’attuale, per pagare i danni provocati dalla fauna selvatica – spiega Maria Cristina Caretta, thienese doc, battagliera presidente della Confavi -. Ma non solo. E’ prevista anche la drastica riduzione del territorio cacciabile e l’innalzamento degli indici di densità venatoria con la conseguente espulsione di un numero notevole di cacciatori dagli attuali ATC e Comprensori alpini. Inoltre è prevista l’esautorazione dei cacciatori dal diritto di partecipare all’assemblea dei soci degli ATC, oltre all’applicazione di nuove, ulteriori e inaccettabili limitazioni all’esercizio dell’attività venatoria”.

L’incontro pubblico del 25 gennaio, come spiegano gli organizzatori nel loro comunicato, avrà anche lo scopo di richiedere a tutte le forze politiche di ripristinare le cacce tradizionali in Veneto, a partire dalle cacce in deroga, così come esplicitamente previsto e consentito da tutte le normative vigenti, sia a livello nazionale che a livello europeo. ”Non mancheremo di ricordare a tutte le forze politiche – ribadiscono Confavi e Enelcaccia – la richiesta di veder semplificate le normative sugli appostamenti ad uso venatorio, che attualmente prevedono una serie di ingiustificati, costosissimi e complicatissimi adempimenti di natura burocratica. I cacciatori del Veneto ed i portatori della Cultura rurale vogliono vedere fatti concreti da coloro che, indipendentemente dallo schieramento politico di appartenenza, sono stati chiamati a rappresentare i cittadini veneti a tutti i livelli istituzionali”.

Per informazioni rivolgersi all’ufficio stampa Confavi, 0445-371186.

 

di Redazione Thiene on line

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