Tre ore al volante per andare al lavoro, tra le code a Nove e la possibilità di utilizzare la Pedemontana Veneta soltanto pagando il pedaggio. È la denuncia di Monica Ceron, residente a Breganze e lavoratrice a Conegliano, che chiede di estendere la gratuità della superstrada per poter evitare gli ingorghi causati dai lavori al viadotto di Rivarotta. “Sto in macchina tre ore perché non aprono gratuita la Pedemontana Veneta per 10 km”, protesta la lettrice, sollevando una questione che riguarda il rapporto tra i disagi sulla viabilità ordinaria e le condizioni previste per usufruire dell’esenzione.
La gratuità c’è, ma non per tutti. La misura è stata introdotta per agevolare gli automobilisti durante i lavori di rifacimento del viadotto di Rivarotta, che hanno comportato la chiusura di un tratto della ex strada provinciale 111 Nuova Gasparona, tra il chilometro 15+500 e il chilometro 19+500. Dal 19 ottobre, la tratta della Superstrada Pedemontana Veneta compresa tra i caselli di Colceresa e Bassano Ovest è gratuita in entrambe le direzioni, per tutte le classi di pedaggio e con qualsiasi metodo di pagamento. L’obiettivo è ridurre i disagi e favorire una maggiore fluidità della circolazione. L’esenzione, tuttavia, è subordinata a una condizione precisa: gli automobilisti devono entrare e uscire esclusivamente da queste due stazioni. Chi percorre altri tratti della superstrada, anche per raggiungere il posto di lavoro, resta escluso dalla gratuità. Per questi utenti è previsto uno sconto del 60% sul pedaggio, non cumulabile con l’esenzione.
Nardin: “un’alternativa viabilistica efficiente e gratuita”. Sull’intervento era intervenuto il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, sottolineando l’impegno dell’ente per limitare le conseguenze del cantiere. “La Provincia paga e risolve il problema, stanziando le risorse per garantire un’alternativa viabilistica efficiente e gratuita”, aveva dichiarato, spiegando che la priorità è “tutelare la quotidianità di chi vive e lavora nel bassanese, delle aziende, dei lavoratori, dei cittadini”. Nardin aveva inoltre ricordato la necessità di un intervento strutturale sul ponte per garantire la sicurezza.
La richiesta dei pendolari. La protesta di Ceron mette in evidenza il limite di una misura pensata per alleggerire il traffico, ma accessibile soltanto a chi percorre una specifica tratta. Per la pendolare, la possibilità di evitare le code non dovrebbe tradursi in una spesa aggiuntiva quotidiana. Da qui la richiesta di estendere la gratuità per circa dieci chilometri. Resta da capire se gli enti competenti riterranno sostenibile ampliare l’esenzione, tenendo conto sia delle esigenze dei lavoratori sia dei costi dell’operazione. Il disagio legato al traffico è concreto, ma la gratuità estesa a ulteriori tratti richiede una valutazione sulle risorse necessarie e sulle condizioni di accesso al servizio.
di Redazione AltovicentinOnline