Da metà gennaio il tema più dibattuto tra i thienesi è il nuovo sistema di raccolta del secco residuo, con l’introduzione dei cassonetti “smart”. Il gruppo Facebook “Sei di Thiene se…” è quotidianamente invaso da foto di cassonetti con sacchi incastrati nel vano di conferimento o abbandonati nelle isole ecologiche perché – a dire di chi pubblica – “il sistema non funziona”. Più spesso, però, si tratta di semplice maleducazione. Ed ecco la domanda che rimbalza puntuale: «Che devo fare, riportare a casa la monnezza?».
Le domande che imperversano sono sempre le stesse: come funziona? come si conteggiano i conferimenti? E ancora: se apro e chiudo il cassonetto senza introdurre nulla, mi viene conteggiato? A complicare il quadro ci pensano i molti “esperti” da bar sport, che più che dissipare i dubbi li moltiplicano.
Per mettere fine a questa ridda di quesiti ci siamo rivolti a chi gestisce il servizio, dando la parola al dott. Stefano Toldo, Responsabile del Settore Raccolta di ViAmbiente S.p.A.
Dott. Toldo, ci spiega come funzionano i nuovi cassonetti “intelligenti” entrati in servizio a Thiene?
Partiamo dall’apertura. Per poter fruire del servizio è necessario autenticarsi con la tessera distribuita agli utenti oppure tramite l’app “UnSaccoBello”, scaricabile dalle diverse piattaforme. Avvicinando la tessera al lettore, il sistema riconosce l’utente e sblocca il cassetto di conferimento, che è dotato di tre sensori: il primo rileva l’apertura, il secondo l’apertura a metà sportello e il terzo l’apertura totale, apertura che può avvenire tramite maniglia o con il pedale posto nella parte inferiore del cassonetto.
A quel punto l’utente cosa deve fare?
Quando lo sportello è completamente aperto, si può introdurre il sacco del secco. È importante prestare molta attenzione a questa fase, che è la causa principale dei malfunzionamenti lamentati dagli utenti. La capacità del vano di conferimento è pari a 45 litri. È possibile introdurre uno o più sacchi, ma con l’accortezza di non forzarne l’inserimento, spingendoli, schiacciandoli o comprimendoli nel vano “a ogni costo”. Queste forzature sono una delle principali cause dei blocchi: spesso i sacchi si incastrano e impediscono il ribaltamento necessario allo svuotamento del cassetto. Gli utenti devono prenderne atto, se vogliono un servizio che funzioni.
Veniamo all’aspetto che desta maggiori preoccupazioni: come fa il sistema a “capire” che ho conferito il sacco?
In realtà è abbastanza semplice. Una volta chiuso lo sportello, quanto conferito viene svuotato automaticamente dal sistema. All’interno del cassonetto è presente un sensore volumetrico che legge costantemente il volume interno. Quando il sensore rileva la variazione di volume dovuta al conferimento, il sistema abbina l’operazione all’utente precedentemente riconosciuto.
E qui, per l’utente, si apre il “dramma”: come avviene il conteggio?
Nessun dramma. Perché un conferimento sia considerato concluso positivamente, il sistema deve ottenere il consenso dei quattro sensori di cui abbiamo parlato (i tre di apertura e quello volumetrico). Se anche uno solo non dà il consenso, l’operazione non viene conteggiata. Per evitare fraintendimenti: se si apre il cassetto e lo si richiude senza inserire alcun materiale, il sensore volumetrico non registra alcuna variazione e quindi non viene conteggiato nulla all’utente che ha effettuato l’operazione.
Altro dubbio sollevato dai cittadini: cosa succede quando l’accumulo dei sacchi arriva al livello del cassetto di conferimento?
Interviene ancora il sensore volumetrico, abilitando una paletta interna che, azionata, redistribuisce l’accumulo. Per maggiore chiarezza: nel caso in cui il sensore rilevi che il cassonetto ha raggiunto la massima capienza, il sistema blocca l’apertura dello sportello.
Ci dica ora come sarà regolata la tariffa della parte variabile della TARI con questa nuova modalità di raccolta del secco.
È opportuno ribadire che per tutto il 2026 la tariffa vigente non subirà variazioni. Durante l’anno raccoglieremo i dati relativi ai conferimenti, così da poter applicare una tariffa “personalizzata” per categorie di utenti, basata anche sul numero di componenti del nucleo familiare. La nuova tariffa – che stiamo tentando di uniformare per tutti i Comuni del bacino di servizio – prevederà un numero di conferimenti base compreso nella quota fissa; oltre tale soglia, sarà applicata una quota aggiuntiva per il numero di conferimenti successivi.
Le informazioni fornite dal dott. Toldo appaiono chiare ed esaurienti. L’auspicio è che tutti gli utenti utilizzino correttamente il servizio, evitando comportamenti e modalità che portano al blocco dei cassonetti. Ad oggi, infatti, tre operatori di ViAmbiente sono costretti a intervenire giornalmente per ripristinarne la funzionalità. Un costo che, alla fine, lo paghiamo tutti: diligenti compresi.
mds