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Ciclabile di via San Vigilio, 50 metri per unire Schio a San Vito di Leguzzano

Sono iniziative venerdì scorso i lavori per il nuovo tratto di pista ciclabile di via San Vigilio. Un collegamento breve ma atteso, che unirà la via e la rete ciclabile di Cà Trenta alla pista realizzata dal Comune di San Vito di Leguzzano lungo il torrente Livergon, che oggi si interrompe in via Valdagno, all’altezza del confine comunale.

Il nuovo percorso, lungo circa 50 metri, attraverserà l’area verde nella parte finale di via San Vigilio. Poiché il punto di partenza e quello di arrivo si trovano a quote diverse, il tracciato è stato disegnato con un andamento studiato appositamente per mantenere una pendenza del 5 per cento. Una scelta che rende il passaggio accessibile anche alle persone in carrozzina e che elimina la barriera architettonica oggi presente al termine della ciclabile di San Vito, rappresentata dalla salita di via Valdagno in direzione di via Pio X. Lo stesso andamento consentirà inoltre di evitare il taglio degli alberi che si sarebbero trovati sul percorso.

 Il cantiere prevede lo scavo di sbancamento per ricavare il sedime della pista, la posa dei cavidotti e dei plinti come predisposizione per l’illuminazione notturna del tratto, la stesa di uno strato di stabilizzato misto cementato e la posa delle cordonate di contenimento del terreno vegetale ai lati. I lavori sono stati affidati alla ditta Mogentale srl di Schio, per un importo complessivo di circa 25 mila euro.

Durante i lavori, la porzione di parco pubblico interessata dall’intervento sarà chiusa al transito pedonale. Non sono invece previste limitazioni al traffico veicolare.

 “È un intervento contenuto nelle dimensioni ma importante per la mobilità sostenibile, perché ricuce due reti ciclabili che finora non dialogavano”, spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Michele Lain. “E’ stato fatto un lavoro scrupoloso sul tracciato: la pendenza del 5 per cento permette di superare il dislivello anche a chi si muove in carrozzina, risolvendo una barriera architettonica esistente, e ci consente di salvaguardare gli alberi del parco”.

 

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