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Schio. Cunegato contro Donazzan. “Anch’io insultato, ma non chiedo soldi”

“L’odio online è una vergogna. Ma trasformare i commenti dei cittadini in un bancomat non è fare politica”. È un intervento dai toni duri affidato ai social dal consigliere regionale di AVS  Carlo Cunegato che torna, sempre che mai ci sia uscito, nel dibattito innescato dall’eurodeputata di FdI Elena Donazzan. Una polemica che nelle ultime settimane si è alimentata dopo la querela presentata nei confronti del parroco di Sarcedo, don Miglioranza, e dopo la decisione della stessa Donazzan di rendere pubblici alcuni insulti e messaggi offensivi ricevuti sui social network. Ma lo scontro non si ferma qui. Nel mirino dell’eurodeputata sono finite anche alcune esponenti della sinistra, due dem in particolare, accusate di minimizzare o addirittura giustificare gli attacchi e le offese rivolte nei suoi confronti.

“Lo dico subito, e l’ho scritto anche pubblicamente: noi siamo contro ogni espressione di violenza, contro ogni espressione di odio, contro l’uso della contumelia. Sempre, senza se e senza ma. Ma l’idea secondo cui Donazzan sarebbe l’unica a essere insultata va quantomeno riconsiderata-continua Cunegato- Solo per fare un esempio, sotto un post che ho scritto domenica, che ha avuto 400 mila visualizzazioni, si contano decine di insulti o forse più, visto che mi sono limitato a leggere i primi di persone alle quali, a differenza sua, non chiederò soldi né minaccerò di querela”.

Gli insulti ricevuti da Cunegato
“Guardate sono davvero creativi, dei campioni dell’offesa: “fai solo schifo”, “che post di superm***a”, “str***ata di zecca anti italiana”, “sei imbarazzante e anti italiano”, “Cunegato dei me coj**i!”, “il solito c****one”, “rin*****nito”, “pagliacci di sinistra”, “speculatori politici da 4 soldi, ignoranti come le capre”, “siete inutili, utili idioti, co**ni rosiconi”, “tu sei veramente un gran cog…e”, “ma tu ci sei nato così o hai fatto qualcosa per diventarlo?”, questo l’elenco stilato dal consigliere di Avs.

È qui che il confronto assume un significato più ampio e diventa uno scontro sul modo di intendere il rapporto tra politica e critica. Secondo Cunegato, chi sceglie di occupare uno spazio pubblico e di assumere posizioni forti deve mettere in conto contestazioni e reazioni, anche dure. Non giustifica l’insulto, ma ritiene sbagliato trasformare sistematicamente le offese social in contenziosi legali.
Nel video il consigliere regionale parla apertamente di un meccanismo che, a suo dire, si ripeterebbe spesso: dichiarazioni pubbliche fortemente divisive che generano migliaia di reazioni online, seguite dalla ricerca dei commenti più offensivi tra quelli lasciati dagli utenti. Da qui partirebbero diffide, richieste di risarcimento e azioni legali. Un’accusa pesante che si inserisce in un dibattito sempre più attuale. Da una parte la necessità di contrastare l’odio che corre sul web, dall’altra il rischio che l’utilizzo frequente delle querele possa trasformarsi in uno strumento capace di limitare il confronto pubblico e scoraggiare il dissenso. “Se davvero vogliamo affrontare il problema dell’odio online- sostiene Cunegato- sediamoci a un tavolo e discutiamo insieme come contrastarlo”, aggiungendo “la soluzione non può essere quella di andare a stanare il piccolo commento perso tra migliaia di altri per poi chiedere denaro”.

di Redazione AltovicentinOnline

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