Molti cittadini utilizzano ancora la storica espressione “vigili urbani”, ma la realtà odierna della Polizia Municipale è molto più complessa e strutturata rispetto al passato. Come ha recentemente sottolineato in un interessante post l’avvocato Angelo Greco, noto professionista e divulgatore mediatico, celebre per la sua capacità di tradurre il “burocratese” in concetti accessibili a tutti , la Polizia Locale oggi non si limita a regolare il traffico o a elevare contravvenzioni. Al contrario, svolge compiti di prevenzione, accertamento delle violazioni, funzioni di polizia stradale e, nei casi previsti dalla legge, anche funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza ausiliaria.
Secondo Greco, comprendere queste differenze è fondamentale per capire il ruolo attuale del corpo e i reali limiti delle sue competenze. Per approfondire questa evoluzione, abbiamo rivolto alcune domande a Giovanni Scarpellini, ex comandante dei Consorzi di Polizia Locale Nord Est Vicentino e Alto Vicentino. Il suo nome in queste settimane rimbomba negli ambienti politici per una candidatura che l’ex comandante non smentisce.
Scarpellini, l’avvocato Greco sostiene che conoscere queste differenze aiuti a capire meglio il ruolo della Polizia Locale e i limiti delle sue competenze. Cosa ne pensa e come si è evoluta negli anni la figura dell’agente sul territorio?

«Non ne faccio una questione di nome. Anche grazie alla famosa poesia di Gianni Rodari, gli agenti sono entrati a pieno titolo nella memoria collettiva come “vigili urbani”. Personalmente, non ho mai identificato come una mancanza di rispetto il fatto che un cittadino si rivolgesse a me chiamandomi semplicemente “vigile”. In ogni caso, la normativa nazionale ha successivamente definito questi operatori come “Polizia Locale”, muovendosi anche in analogia con quanto avvenuto negli altri Paesi dell’Unione Europea.
Ferme restando le competenze esclusive dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza, è però necessario precisare che l’attività istituzionale della Polizia Locale si è profondamente evoluta negli anni. Siamo passati da compiti quasi esclusivamente amministrativi e di polizia stradale a un vero e proprio “inquadramento” nel sistema di sicurezza integrata.»
Questo passaggio normativo e operativo come si traduce concretamente dal punto di vista legislativo?
«Il punto di svolta formale è rappresentato dal decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, poi convertito nella Legge 18 aprile 2017, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”. Questa legge definisce in modo chiaro le linee guida per il coordinamento dei diversi soggetti istituzionali coinvolti, con un focus specifico sulla collaborazione tra le forze di polizia dello Stato e la Polizia Locale.
In particolare, l’articolo 5 di questa norma introduce i “patti per l’attuazione della sicurezza urbana”, che indicano i principi fondamentali di questa cooperazione… Sempre la stessa Legge estende le prerogative del Sindaco, quale rappresentante della comunità locale, ampliandone la capacità d’intervento con Ordinanze specifiche in ordine alla sicurezza urbana. In pratica è stato creato uno strumento normativo che, aggiungendosi alle altre Leggi nazionali, da la possibilità ad ogni Ente Locale di seguire le priorità del proprio territorio, calibrando l’azione della Polizia Locale sulla base delle necessità dei propri amministrati. Appare evidente, infatti, come una grossa metropoli possa particolare importanza alla “sicurezza urbana”, mentre un Comune scarsamente popolato possa dedicare l’azione della Polizia Locale alle attività amministrative.
Cosa non sa la gente della Polizia Locale, che vede solo la divisa dell’agente come repressione alle infrazioni stradali?
Penso che nel tempo la percezione della cittadinanza nei confronti della Polizia Locale sia decisamente cambiata. Mentre 20 anni fa la Polizia Locale veniva individuata principalmente come dedita al controllo delle aree di sosta, nel corso degli anni è cresciuta sempre più la consapevolezza che gli Agenti svolgono anche mansioni di Polizia Giudiziaria, raccogliendo denunce e procedendo anche con perquisizioni personali, sequestri e, nei casi più gravi, anche con arresti in flagranza.
Le manca il suo lavoro o si sta godendo il pensionamento? Cosa Le manca in particolare?
Come cantava Guccini: “… la pensione è davvero importante …”, però non posso mentire a me stesso, e, dopo un periodo di “ricarica”, non posso negare di provare nostalgia del servizio svolto con i Colleghi, sia dei Carabinieri che della Polizia Locale, soprattutto nelle occasioni più impegnative e stancanti. Mi mancano le ore passate nelle aule di scuola fornendo le prime basi di educazione alla legalità, nel prioritario tentativo di contrastare Bullismo e tossico-dipendenze. Mi manca lo sguardo rincuorato delle Persone, nelle -purtoppo poche – occasioni nelle quali ero riuscito ad offrire una via d’uscita al problema che le angustiava. La ruota del tempo continua a girare, ma i ricordi fanno parte della mia anima, e li porterò sempre con me.
Si dice insistentemente che si candiderà alle prossime amministrazioni di Thiene, cosa possiamo dire ai lettori di AltovicentinOnline, che ci interrogano a riguardo?
Si tratta di una ipotesi che mi entusiasma molto. Sarei felice di servire i Cittadini di Thiene, in continuità con i 5 anni di Comandante della Compagnia Carabinieri e con i 18 anni di Comandante del Consorzio di Polizia Locale Nordest Vicentino.
Da qualche mese sono in profonda fase di riflessione, anche perché nel panorama thienese ci sono comunque figure di tutto rispetto quali potenziali “candidati Sindaci”.
Da qualche giorno, la vediamo su facebook e il suo nome non è passato inosservato…
E’ un’esperienza nuova, quando ero in servizio non mi sentivo di stare sui social, adesso sto prendendo le misure con un mondo tutto nuovo che devo ancora comprendere. Per il momento mi sto divertendo “a fare amicizie”.
N.B.