A Laghi, il comune più piccolo del Veneto con circa 130 abitanti, amministrare significa vivere quotidianamente a stretto contatto con le persone, affrontando le difficoltà delle aree montane ma anche custodendo un forte senso di comunità. Dal 2021 alla guida del paese c’è il giovane sindaco Marco Lorenzato, che racconta una realtà fatta di legami autentici, sfide concrete e progetti per il futuro. “Essere sindaco in un piccolo paese cambia completamente il modo di vivere la comunità”, spiega il primo cittadino. “Essendo una realtà piccola, il sindaco è un punto di riferimento quotidiano: le persone ti fermano per strada, ti chiamano, condividono problemi ma anche idee e proposte. È un impegno costante, ma anche molto umano”.
In questo impegno costante c’è anche la parte familiare che spesso deve comprendere e rinunciare a del tempo insieme per permettergli di dedicarsi al bene della comunità. Laghi, immerso nella natura dell’Alto Vicentino, conserva ancora una forte identità montana. Manifestazioni come l’Incanto di Natale, la storica Sagra e la Marcia del Ciclamino rappresentano esempi concreti di una comunità capace di unirsi e valorizzare le proprie radici. L’altro giorno, il matrimonio di una coppia che ha scelto proprio lo splendido paese per sugellare l’amore. Una cerimonia vissuta come un vero e proprio evento.
“Viviamo in un contesto tranquillo, con rapporti umani autentici e un forte spirito di appartenenza. Ci si conosce tutti e spesso, per quanto possibile, ci si aiuta reciprocamente”, racconta il sindaco. “Ci sono però difficoltà legate ai servizi, agli spostamenti e allo spopolamento che interessa molti territori montani”. Nonostante ciò però il sindaco rassicura “Si sta lavorando molto su questo tema anche attraverso l’Unione Montana, della quale sono presidente, per garantire un supporto valido soprattutto alle persone più fragili”. Uno dei temi centrali riguarda infatti i giovani. Molti ragazzi studiano o lavorano fuori paese, ma mantengono un forte legame con Laghi. L’amministrazione ha investito anche nel trasporto scolastico, acquistando un nuovo pulmino che serve tutta la vallata fino ad Arsiero, con un servizio porta a porta che coinvolge circa 18 bambini e ragazzi. “Per trattenere o riportare i giovani servono opportunità concrete”, sottolinea il sindaco. “Servizi efficienti, connessioni adeguate, possibilità lavorative e qualità della vita. Oggi lo smartworking e il turismo sostenibile possono diventare risorse importanti anche per i piccoli borghi”. Tra le idee per rilanciare il territorio ci sono anche la valorizzazione dell’artigianato locale, delle produzioni di montagna e delle tradizioni agricole. “Credo sia importante incentivare le piccole attività legate al territorio, valorizzando mestieri, tradizioni e produzioni che fanno parte dell’identità della montagna e che possono creare nuove opportunità soprattutto per i giovani”.
A Laghi non mancano spazi di aggregazione per la comunità, dove si cerca di alimentarli e sostenerli con eventi e iniziative associative; esse infatti tengono viva la comunità e creano occasioni di incontro anche per i più giovani.
Amministrare il comune più piccolo del Veneto significa anche fare i conti con risorse limitate. “È una sfida continua”, ammette il sindaco. “I piccoli comuni devono sostenere costi importanti con bilanci ridotti. Per questo diventano fondamentali le collaborazioni tra enti e la capacità di intercettare bandi e finanziamenti nel nostro caso attraverso l’Unione Montana Alto Astico”.
Oggi però è fondamentale che gli investimenti pubblici non restino fini a sé stessi, ma siano pensati per generare nel tempo anche entrate correnti e nuove opportunità per il Comune. “Penso ad esempio ad aree camper, valorizzazione di immobili attraverso affitti, energie rinnovabili e progetti capaci di creare sostenibilità economica oltre che servizi per il territorio. In un piccolo comune ogni scelta ha un impatto diretto sulla vita delle persone e bisogna essere molto concreti e vicini a chi ci vive”.
Le priorità amministrative restano la manutenzione del territorio, la sicurezza, la gestione del dissesto idrogeologico e il mantenimento dei servizi essenziali. “In montagna la cura del territorio è fondamentale anche per prevenire criticità future”. Grande attenzione anche al turismo, che secondo l’amministrazione può rappresentare una leva strategica per il futuro del borgo. “Sempre più persone cercano luoghi autentici, tranquilli e immersi nella natura. Laghi ha caratteristiche molto importanti sotto questo aspetto. Bisogna puntare sul turismo lento, sui sentieri, sui laghi e sull’identità del territorio”. Tra i progetti immaginati per il futuro ci sono il recupero delle contrade, delle malghe e delle terre alte, ma anche iniziative legate al benessere e alla sanità, come centri di riabilitazione sportiva o strutture dedicate agli anziani, sfruttando il contesto naturale e la qualità della vita che il paese può offrire. “Sarebbe importante anche recuperare il patrimonio dei terrazzamenti, incentivando diverse coltivazioni di montagna, tra cui soprattutto patate e fagioli, che fanno parte della tradizione locale. Penserei inoltre a recuperare lo spirito del vecchio sistema dei caseifici turnari, di cui anche Laghi era un esempio, incentivando così il ritorno delle stalle e di attività legate alla montagna, come avveniva un tempo”.
Importante sarebbe investire anche sui servizi, sulla viabilità, sul recupero di edifici e spazi pubblici e su progetti che possano portare nuove famiglie e nuove opportunità. “L’obiettivo è rendere Laghi ancora più vivibile senza perderne l’identità”, conclude il sindaco. “Credo molto nelle potenzialità dei piccoli borghi. Oggi molti giovani, e non solo, stanno riscoprendo anche il valore del coltivare la terra, della possibilità di avere prodotti propri, sani e genuini, e di vivere con un rapporto più autentico con il territorio”.
In un’Italia dove molti piccoli borghi combattono contro lo spopolamento e il rischio dell’abbandono, Laghi prova dunque a resistere puntando sulla propria identità, sulla qualità della vita e sul senso di comunità che ancora qui si fa sentire profondamente.
Letteria Cavallaro