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Roana. Il silenzio della memoria con il XXXIII Pellegrinaggio Internazionale dei Fanti

A Cesuna, nella Zona Sacra del Fante di Val Magnaboschi, si è rinnovato uno degli appuntamenti più solenni dedicati alla memoria della Grande Guerra: il XXXIII Pellegrinaggio Internazionale dei Fanti. La cerimonia, che si è svolta domenica 21 giugno, si è aperta con un momento di grande impatto simbolico: l’alzabandiera delle sette nazioni protagoniste del fronte dell’Altopiano durante il Primo conflitto mondiale. Le bandiere di Austria, Ungheria, Slovenia, Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e, naturalmente, Italia hanno sventolato insieme, trasformando quello che un tempo era un teatro di guerra in un luogo di incontro, riconciliazione e memoria condivisa.

Un gesto che racchiude il senso più profondo della manifestazione: ricordare tutti i caduti, senza distinzione di uniforme o di nazionalità. Giovani uomini che, su queste montagne, persero la vita lasciando alle generazioni future il compito di costruire un mondo di pace. Un ideale che oggi, mentre nuovi conflitti continuano a insanguinare il panorama internazionale, appare più fragile e prezioso che mai. Tra autorità civili e militari, associazioni d’arma, delegazioni provenienti da diverse realtà italiane ed europee e numerosi cittadini, il raccoglimento ha accompagnato ogni momento della commemorazione, in un’atmosfera di profondo rispetto.

Particolarmente apprezzata è stata la presenza dei rievocatori del Gruppo Storico “157° Reggimento Brigata Liguria”, che hanno svolto con grande rigore il servizio di picchetto d’onore, ricevendo il lungo applauso dei partecipanti. Presente anche la Sezione Fanti di Breganze, da anni protagonista nell’organizzazione e nella riuscita dell’evento.

“Un momento di profonda commozione e riflessione nella Zona Sacra del Fante-commenta Mosè Squarzon, sindaco di Monte di Malo-Il sacrificio di così tante vite, appartenenti a diverse nazionalità, è un monito per tutti noi: il loro passato deve guidarci per costruire e vivere un presente diverso, fondato sulla pace e sulla memoria condivisa. Grazie ai Fanti di Malo e Monte di Malo per la dedizione, memoria e per il servizio al gonfalone”.

“Il Pellegrinaggio in Val Magnaboschi dell’Associazione Nazionale del Fante è tra le cerimonie più sentite e commoventi. Quel cimitero, così curato e amato dalla gente di Cesuna e dell’Altopiano e dai Fanti, riporta alle radici della nostra identità, che su questa terra è stata forgiata, a prezzo della vita di migliaia di italiani provenienti da tutta Italia”, queste le parole in chiosa all’evento dell’eurodeputata Elena Donazzan -La memoria qui si fa presente, come ha detto il celebrante; la riflessione proposta dal presidente della Sezione di Vicenza Compostella ha trovato, nel silenzio e nella commossa partecipazione, la risposta più forte: dobbiamo riconoscere i segni e lasciare segni. Il labaro nazionale, con le sue Medaglie d’Oro, segno chiarissimo dell’enorme sacrificio di chi seppe fare il proprio dovere, ci appare come un grido. E noi? Saremmo in grado di fare, per la nostra famiglia e per la Patria quello che seppero fare loro? È una domanda che rivolgo a me stessa e che oggi è riecheggiata tra gli abeti mozzati”.

di Redazione AltovicentinOnline

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