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Sanità pubblica tra riforme sospese e Pnrr: a Schio i cittadini fanno il punto

Martedì 9 giugno, a Palazzo Toaldi Capra, si proverà  a “fare il punto” non solo sulla sanità che c’è e su quella che manca, ma anche su quella che i cittadini vogliono contribuire a costruire.  La sanità italiana sta davvero cambiando oppure siamo di fronte all’ennesima stagione di annunci? È una domanda che attraversa il Paese e che, nell’Alto Vicentino, trova una declinazione molto concreta: nuove strutture finanziate con il PNRR, servizi promessi ma ancora non pienamente operativi, riforme annunciate e poi sospese, mentre i cittadini faticano a capire quale sarà, in pratica, il futuro del loro diritto alla salute.

In questo contesto di incertezza si colloca l’incontro pubblico “SANITÀ: FACCIAMO IL PUNTO!”, promosso dal Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino per martedì 9 giugno alle 20.30, nelle sale di Palazzo Toaldi Capra a Schio. Un appuntamento pensato come momento di confronto aperto e informato, lontano dalle semplificazioni degli slogan e vicino ai problemi quotidiani di chi la sanità la vive sulla propria pelle: pazienti, operatori, famiglie.

Pnrr, nuove strutture e vecchie domande

Negli ultimi anni l’attenzione pubblica si è concentrata sulle risorse del PNRR destinate alla sanità. In molte aree, anche nell’Alto Vicentino, sono sorte o sono in corso di realizzazione nuove strutture, in particolare le Case della Comunità, pensate come fulcro della medicina territoriale. Ma a fronte dei cantieri e dei tagli di nastro, resta aperta una questione decisiva: chi ci lavorerà dentro e quali servizi saranno davvero garantiti?

Il Comitato denuncia una situazione di grande confusione a tutti i livelli – statale, regionale e locale. Se gli investimenti in muri e tecnologie sono più visibili, molto meno chiaro è il disegno complessivo dell’organizzazione dei servizi. Mancano risposte puntuali su: organici e personale: con quali medici, infermieri e operatori funzioneranno le nuove strutture? Servizi effettivi: quali prestazioni saranno concretamente disponibili, con quali orari e tempi di attesa? Partecipazione dei cittadini: perché le scelte che toccano direttamente il diritto alla salute vengono prese senza un vero coinvolgimento della popolazione?

È proprio su questi nodi che l’incontro di Schio intende fare chiarezza, offrendo uno spazio in cui informazione, esperienza sul campo e punti di vista istituzionali possano intrecciarsi.

Pronto soccorso, medicina territoriale e legge di iniziativa popolare

La serata metterà al centro alcuni dei temi più caldi del dibattito sanitario. Innanzitutto, la situazione del Pronto Soccorso, simbolo delle difficoltà della sanità pubblica: reparti spesso sotto pressione, personale insufficiente, accessi in crescita anche per problemi che, in teoria, dovrebbero essere gestiti sul territorio. Un sintomo evidente di come la rete dei servizi territoriali sia ancora fragile e incompiuta.

Si parlerà poi della proposta di legge di iniziativa popolare a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale, uno strumento con cui associazioni, comitati e cittadini stanno cercando di riportare al centro dell’agenda politica il tema del finanziamento, dell’universalità e della qualità del servizio pubblico. L’obiettivo è contrastare il lento scivolamento verso una sanità sempre più diseguale, dove chi può permetterselo si rivolge al privato e chi non può resta in coda.

Al centro anche il futuro della medicina territoriale e delle Case della Comunità, chiamate a diventare il primo presidio vicino alle persone, soprattutto anziani e cronici, ma ancora lontane dall’essere una realtà strutturata, organica e funzionante in modo uniforme.

Una riforma sospesa e molte incognite

L’iniziativa del Comitato arriva in un momento politicamente delicato: pochi giorni fa il Governo ha deciso di sospendere la proposta di riforma della medicina territoriale promossa dal ministro della Salute Orazio Schillaci. Il testo prevedeva, tra le altre cose, un maggiore coinvolgimento operativo dei Medici di Medicina Generale all’interno delle Case della Comunità, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il presidio di prossimità e ridurre la pressione su ospedali e pronto soccorso.

La sospensione della riforma lascia sul campo una serie di interrogativi: quale sarà il ruolo concreto dei medici di famiglia nelle nuove strutture? Come si integreranno con infermieri di famiglia, specialisti ambulatoriali e servizi sociali? E nel frattempo, cosa accade ai cittadini che hanno bisogno di risposte immediate e non possono attendere tempi indefiniti?

Anche su questi aspetti l’incontro di Schio punta a fare luce, cercando di spiegare, con linguaggio accessibile, che cosa è cambiato, che cosa non è cambiato e che cosa rischia di rimanere solo sulla carta.

I relatori: istituzioni, sindacato e professionisti in dialogo

A dare sostanza al confronto saranno interventi provenienti da ambiti diversi, a testimoniare come la sanità pubblica sia un tema che attraversa politica, lavoro e professione medica:

Carlo Cunegato, consigliere regionale, porterà il punto di vista delle istituzioni e delle politiche sanitarie a livello veneto, con un’attenzione particolare alle scelte della Regione in tema di programmazione, reti ospedaliere e servizi territoriali.

Giancarlo Puggioni, segretario generale CGIL Vicenza, offrirà la prospettiva del sindacato, sia sul versante dei lavoratori della sanità – spesso sottoposti a carichi di lavoro pesanti e a condizioni critiche – sia su quello dei cittadini-utenti, che vedono crescere liste d’attesa e spese out of pocket.

Emanuele Mossuto, medico e rappresentante del Sindacato Medici Italiani, porterà l’esperienza diretta di chi opera quotidianamente tra corsie, ambulatori e territorio, fornendo un quadro concreto delle difficoltà ma anche delle potenzialità del sistema.

Cittadini protagonisti: dal malcontento alla partecipazione

Uno degli elementi più significativi dell’iniziativa è la scelta di dare spazio centrale al dibattito con il pubblico. Dopo gli interventi dei relatori, la parola passerà infatti a cittadine e cittadini, chiamati non solo ad ascoltare ma a condividere esperienze, porre domande e avanzare proposte.

Il messaggio del Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino è chiaro: il diritto alla salute non può essere oggetto di decisioni calate dall’alto, mentre la popolazione resta spettatrice passiva. Per questo, l’incontro vuole essere un primo passo per trasformare il malcontento diffuso in partecipazione attiva e consapevole, capace di incidere sul dibattito pubblico e sulle scelte politiche. Nel momento in cui molte persone si domandano se la sanità stia davvero cambiando o se siano solo parole, iniziative come quella di Schio provano a spostare la questione su un altro terreno: non solo “che cosa stanno facendo i governi?”, ma anche “che cosa possiamo fare noi, come comunità, per difendere e rilanciare la sanità pubblica?”

L’invito del Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino, con referente Orianna Zaltron, è rivolto a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. Non servono competenze tecniche né conoscenze specialistiche: basta la consapevolezza che la salute è un diritto fondamentale e che il futuro del Servizio Sanitario Nazionale riguarda tutti, nessuno escluso.

di Redazione AltovicentinOnline

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