Ci sono serrande che, quando si abbassano per l’ultima volta, non chiudono soltanto un negozio. Portano con sé una storia, anni di lavoro, gesti ripetuti migliaia di volte e soprattutto tanti rapporti umani. È quello che succede a Magrè, dove Giorgio Crivellaro ha salutato definitivamente i suoi clienti, abbassando per l’ultima volta la serranda del suo laboratorio di calzolaio in via Pio X.
Il 2 novembre compirà 67 anni e per lui è arrivato il momento di voltare pagina. Alle spalle lascia una vita trascorsa tra suole, tacchi, cuciture, colla e scarpe da rimettere a nuovo. Un mestiere antico, fatto di pazienza, precisione e manualità, nel quale l’esperienza non si improvvisa e la differenza la fanno le mani di chi conosce davvero il proprio lavoro.
La sua non è stata soltanto un’attività commerciale, ma una storia di famiglia, cresciuta nel tempo insieme al quartiere e alla sua comunità. Nel laboratorio di via Pio X sono passate generazioni di persone, ognuna con un paio di scarpe da sistemare e spesso anche con qualche parola da scambiare. Perché dal calzolaio non si entrava soltanto per una riparazione: si entrava in un luogo familiare, dove ci si conosceva, ci si fidava e si tornava sapendo di trovare un lavoro fatto con cura. È proprio questa fiducia, costruita negli anni con i clienti, uno dei patrimoni più preziosi che Giorgio Crivellaro porta con sé. In un’epoca in cui spesso si preferisce buttare e ricomprare, lui ha continuato a dare una seconda vita alle scarpe, dimostrando quanto possano ancora valere l’artigianalità, la competenza e il lavoro fatto a regola d’arte.

L’affetto dei clienti: “Ci mancherai, eri una garanzia”
La chiusura della bottega ha suscitato numerosi messaggi di affetto sui social. Tra gli auguri di buona pensione e gli applausi per il traguardo raggiunto, emerge soprattutto il dispiacere per la fine di un’attività che rappresentava un punto di riferimento per Magrè. C’è chi lo definisce “una garanzia”, chi ricorda la sua professionalità con un “lui sì che sapeva lavorare” e chi sottolinea quanto mancheranno la sua simpatia e la sua disponibilità. Non manca nemmeno una domanda che racchiude il sentimento di tanti clienti: “E adesso come facciamo?”. Parole semplici, ma che testimoniano quanto Giorgio fosse apprezzato, non soltanto come artigiano, ma anche come persona.
Il saluto della sindaca Marigo: “grazie per il lavoro di tanti decenni”
Anche l’amministrazione comunale ha voluto rivolgere un pensiero a Giorgio Crivellaro, riconoscendo il valore del suo lungo percorso professionale e il legame costruito negli anni con la comunità di Magrè. Un’attività che, oltre a offrire un servizio prezioso, ha rappresentato un punto di riferimento per il quartiere e per i tanti clienti che nel tempo hanno frequentato la sua bottega. “Gli auguro una meritata pensione, azzurra come il cielo, come i suoi colori” commenta la sindaca di Schio, Cristina Marigo: “lo ringrazio per il suo lavoro di tanti decenni vicino alla comunità”.
Ora per Giorgio arriva il tempo del meritato riposo. Ma a Magrè resterà il ricordo di una bottega che ha accompagnato la vita quotidiana di tante persone e di un artigiano che, per anni, ha rimesso in cammino le scarpe degli altri. E forse è proprio questa l’eredità più bella: non soltanto le scarpe riparate, ma le relazioni costruite, la fiducia conquistata e un pezzo di storia del quartiere che con quella serranda abbassata saluta un’altra bottega di una volta.
di Redazione AltovicentinOnline