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Schio. Quaranta chilometri per imparare ad amare l’acqua: così nascono i nuovi custodi del futuro

Studenti in bici per 40 chilometri, tra montagna e pianura, per inseguire un’unica protagonista: l’acqua. È così che è nata – e si è fatta strada, pedalata dopo pedalata – una vera coscienza dell’acqua per i ragazzi della 3^ Viola dell’I.C. 3 Schio “Il Tessitore”, coinvolti nel Water Ambassador Project, ideato dalla professoressa Giulia Andrian e realizzato con il supporto della Cooperativa Ecotopia.

Non una semplice gita scolastica, ma un viaggio formativo intenso, costruito attorno all’acqua come bene comune, risorsa vitale e chiave di lettura del paesaggio. Per due giorni gli studenti hanno macinato circa 40 chilometri in bicicletta: il primo giorno lungo il torrente Posina, il secondo seguendo il corso del Timonchio. Due ambienti diversi, due modi differenti di raccontare lo stesso elemento: dalle valli più vicine alla natura della montagna fino agli spazi della pianura, segnati da infrastrutture, agricoltura e insediamenti.

Lungo il percorso, l’acqua ha mostrato tutte le sue facce: sorgente che nasce tra i boschi, compagna silenziosa delle comunità, forza che ha alimentato per secoli lavoro, mulini, industrie, ponti tra paesi. Ma i ragazzi hanno toccato con mano anche l’altra verità: quella di una risorsa sempre più sotto pressione, al centro di equilibri delicatissimi tra esigenze ambientali, fabbisogni civili, agricoltura, sicurezza idraulica e tutela degli ecosistemi.

A rendere ancora più preziosa l’esperienza sono stati gli incontri lungo la strada. Gli studenti hanno dialogato con gli amministratori di Posina e Arsiero, che hanno dedicato tempo e attenzione al progetto, e con i rappresentanti del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, che hanno spiegato cosa significhi, concretamente, gestire e custodire l’acqua in un territorio complesso come il nostro. Un confronto diretto con chi, ogni giorno, lavora perché quell’equilibrio non si spezzi.

Pedalando, i ragazzi hanno visto cambiare il paesaggio e, insieme, il rapporto tra uomo e acqua. Dalla montagna più vicina alla dimensione naturale fino alla pianura intensamente utilizzata, è emersa con forza una consapevolezza: tutto è collegato. Ciò che accade a monte ha effetti a valle, e ciò che succede a valle può risalire la corrente delle conseguenze. L’acqua unisce luoghi e destini.

Il progetto ha potuto contare sul supporto di Viacqua Spa, partner dell’iniziativa, che oltre a gestire il servizio idrico in provincia di Vicenza porta avanti una vera e propria missione culturale: far capire che l’acqua non è un automatismo che esce dal rubinetto, ma una ricchezza da conoscere, rispettare e non sprecare.

Sul piano educativo, l’esperienza ha avuto il sapore di un piccolo capolavoro. Alla vigilia degli esami, in una fase decisiva del loro percorso scolastico, i ragazzi della 3^ Viola hanno vissuto due giorni di apprendimento reale, fuori dai banchi: osservazione diretta, responsabilità nel muoversi insieme, condivisione di fatiche e scoperte. Non solo nozioni imparate sui libri, ma una consapevolezza costruita chilometro dopo chilometro, guardando il territorio negli occhi.

Il messaggio che si portano a casa è limpido: l’acqua non è infinita, non è scontata, non è “garantita per sempre” solo perché oggi arriva con facilità nelle nostre case. È un bene fragile, che chiede scelte consapevoli, rispetto quotidiano, attenzione collettiva.

Alla fine del percorso, questi ragazzi non sono più soltanto studenti: sono diventati davvero Water Ambassador, ambasciatori dell’acqua. Giovani cittadini più attenti, più informati e – legittimamente – motivo di orgoglio per la loro scuola e per il loro territorio. Perché è da esperienze così che nasce una generazione capace di guardare al futuro con responsabilità, sapendo che ogni goccia conta.

di Redazione AltovicentinOnline

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