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Thiene e Zugliano, viaggio nel cuore della guerra per stringere un’amicizia che parla di pace

Thiene e Zugliano hanno attraversato l’Europa per arrivare fino a Kiev, nel cuore di un Paese ferito, ma determinato a resistere. Qui, tra sirene antiaeree, memoriali improvvisati e una quotidianità sospesa, hanno firmato un patto di amicizia che ha il sapore di un impegno concreto, umano, prima ancora che istituzionale.

Il sindaco di Zugliano, Sandro Maculan, e l’assessora di Thiene, Marina Maino, sono stati tra i protagonisti del “II International Cohesion Forum”, organizzato il 29 aprile nella capitale ucraina. Con loro c’erano rappresentanti del governo di Kiev e altre municipalità europee. Thiene e Zugliano sono i primi comuni italiani ad aderire formalmente, sotto l’egida dell’Unione Europea, al progetto “Shoulder to Shoulder” coordinato da ALDA, associazione con sede anche a Vicenza.

È un progetto che punta a creare legami tra i comuni dell’ovest dell’Ucraina e quelli dell’est, le zone più devastate dalla guerra. Un patto di vicinanza e ricostruzione, letteralmente “spalla a spalla”.

Il viaggio verso Kiev ha mostrato ai due amministratori una realtà difficile, raccontata in prima persona dai cittadini ucraini. «Due giovani ragazze stanno rientrando a Kiev e ci raccontano del durissimo inverno appena trascorso: mancanza di riscaldamento, poche ore di energia elettrica, servizi essenziali mancanti, continui allarmi… Sentiamo dolore e rabbia nelle loro parole», hanno spiegato dal Comune.

Dalla stazione centrale alla Maidan Nezaležnosti, ogni passo è stato un incontro con la memoria e la resistenza. Il monumento dedicato ai soldati caduti senza che il loro corpo sia mai stato ritrovato ha lasciato un segno profondo: un luogo dove la città si ferma, si raccoglie, riflette. Poco dopo, le sirene. Un rifugio quattro piani sotto terra. «In realtà, la gente di Kiev sembra convivere normalmente con gli allarmi bomba», riportano gli amministratori. Una normalità surreale, che racconta più di mille discorsi lo spirito di chi continua a vivere sotto le bombe.

Il Forum ha offerto un quadro chiaro: coesione e resilienza non sono slogan, ma la cifra di un popolo che non si arrende. «Cogliamo un fortissimo spirito identitario e una volontà determinata a resistere», hanno raccontato i rappresentanti dei due comuni.

I patti firmati: cooperazione, cultura, pace

Thiene ha stretto un accordo con Korosten e con la comunità rurale di Shevchenkivska. «Valuteremo la possibilità di collaborazioni sui temi della governance locale. Le nostre esperienze nella gestione dei rifiuti e delle risorse idriche potrebbero rappresentare un esempio da cui partire», ha sottolineato l’assessora Marina Maino.

Zugliano ha firmato con Kalush e Yavorniske, nella provincia di Dnipro, una delle più colpite dal conflitto. Durante lo scambio di doni, Maculan ha voluto dare un significato più ampio al gesto: «Le buone pratiche da condividere possano estendersi all’ambito culturale, allo scambio tra le giovani generazioni e al tema della pace e dei diritti umani». E ha annunciato un nuovo impegno che nasce proprio da questo viaggio: «In particolare, quest’ultimo obiettivo contiamo di affrontarlo assieme all’omonimo coordinamento veneto e con altri comuni dell’Alto Vicentino, con i quali stiamo organizzando un festival per la pace nel mese di settembre».

Un viaggio ufficiale che si è trasformato in una testimonianza viva. Un patto tra città, certo, ma anche un ponte tra comunità: per ricordare che, anche nella guerra, la presenza conta. E che la pace, per ricominciare, ha bisogno di gesti concreti e di persone che decidono di camminare “spalla a spalla”.

di Redazione AltovicentinOnline

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