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Thiene. La storia di Adamo, dalla Tunisia con il barcone della speranza, oggi taglia i capelli ai ragazzi autistici

La storia di Adamo sembra un sogno che si realizza attraverso il rischio della morte perchè a 17 anni ha attraversato il mare  per un futuro migliore. Quello a cui tutti hanno diritto.

Oggi è un cittadino thienese ben integrato, che lavora al Barber Shop di via Marconi e realizza tagli alla moda. A lui si rivolgono tante famiglie con figli con autismo, che delle mani che impugnano le forbici di Adamo hanno imparato a fidarsi: “Devono essere alla moda anche loro e i loro problemi non devono rappresentare un limite, anche se a volte è difficile farli stare fermi, io mi armo di pazienza”.

La vita di Adamo che oggi ha19 anni è quella di un ragazzo che ha imparato a sorridere nonostante i dolori della vita. Ha perduto il papà quando era adolescente ed ha lasciato in Tunisia un fratello di 24 anni con il sogno nel cassetto di lavorare nella ristorazione. Nel suo paese d’origine ha lasciato anche una madre e 4 sorelle.

Adamo ricorda il padre come colui a cui deve tutto perchè lo ha fatto studiare per dargli un avvenire e ci teneva che imparasse un mestiere. “In Tunisia ho fatto la scuola per parrucchiere che mi è servita in Italia e che mi ha consentito di trovare subito un lavoro qui”.

Oggi questo “piccolo uomo” che parla e scrive bene l’italiano è un artista dei capelli e molte famiglie dell’Alto Vicentino che hanno figli con disabilità, addirittura, vanno a prenderlo per portarlo a casa e tagliare i capelli ai figli, che per i loro disturbi sensoriali, solitamente odiano macchinette, forbici e rasoi.

Adamo non si spazientisce: con pazienza, empatia e umanità riesce a fare fidare quei ragazzi difficili , ma speciali, a cui lui realizza acconciature come quelle che vanno alla moda tra i ragazzi di oggi. “Anche loro devono essere alla moda – spiega – . Molte famiglie mi ringraziano per la pazienza e per il tempo,  per me la soddisfazione è enorme quando vedo uscire dalla Barberia o esco da casa loro dopo aver tagliato i capelli a questi ragazzi”.

Adamo è un ragazzo con una marcia in più rispetto ai ragazzi della sua età, dice si sentirsi fortunato sebbene gli manchi la sua mamma, le sue sorelle, soprattutto quel fratello che vorrebbe venisse in Italia. Ha studiato anche lui e lavora nella ristorazione: ” Mio padre ci teneva tanto che sapessimo fare dei mestieri”.

Alla domanda sul perchè abbia deciso di venire in Italia, Adamo risponde come una molla: “Chiunque vuole migliorarsi, quando mio padre è morto, ho capito che dovevo andare via e cercare il mio futuro”

Hai pagato gli scafisti?, gli chiediamo. “No, io e un gruppo di ragazzi come me è riuscito ad imbarcarsi senza pagare niente, mimetizzandosi tra gli altri,. Siamo arrivati in Italia col barcone e sono stato smistato a Vicenza. Lì ho conosciuto il mio attuale datore di lavoro che mi ha giudicato bravo nel mio lavoro. Oggi, ho realizzato un sogno, che era anche quello per il quale mio padre ha fatto tanti sacrifici. Ho una stipendio ed una vita che mi piace. Mettermi a disposizione dei ragazzi “fragili” mi ripaga di tutto quello che ho attraversato. Ora, per sentirmi completo, vorrei che anche mio fratello arrivasse in Italia”.

N.B.

 

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