“È intelligente, ma non si applica”, dicevano una volta le maestre. Se i Comuni avessero una pagella, forse sul turismo Thiene si ritroverebbe proprio questa annotazione. Perché il potenziale c’è tutto. C’è il Castello, ci sono le ville storiche, c’è un centro elegante, una posizione strategica, eventi, servizi, una qualità della vita tra le migliori dell’Alto Vicentino. Eppure il Piano di sviluppo turistico, il documento da 176 pagine che dovrebbe trasformare queste qualità in una vera destinazione, arriva soltanto nell’ultimo anno di mandato dell’amministrazione comunale che lo aveva promesso fin dal 2022.
La domanda è inevitabile: perché adesso? La risposta è contenuta nella delibera approvata dalla giunta il 17 giugno. Sviluppare il turismo, aumentare la ricettività, valorizzare il territorio e costruire una strategia condivisa con l’OGD Pedemontana Veneta e Colli erano obiettivi presenti già nelle linee programmatiche di inizio mandato. Non un’idea nata oggi, dunque, ma un impegno assunto quasi quattro anni fa. Eppure sono serviti gran parte dei cinque anni di legislatura per arrivare alla stesura del piano.
La città che ha tutto…
Leggendo il documento, Thiene appare quasi una città modello. Centrale, ben collegata, economicamente dinamica. Ha un patrimonio storico importante, un polo scolastico di riferimento, un tessuto commerciale ancora vitale e indicatori economici superiori alla media provinciale. Sul fronte dell’innovazione rivendica investimenti nella digitalizzazione e nei progetti finanziati dal Pnrr. Insomma, sulla carta sembra non mancare nulla.

…ma il turismo continua a non decollare
Poi arrivano i numeri. Ed è qui che il racconto cambia. Nel 2024 Thiene registra 12.737 presenze turistiche. È la diciassettesima destinazione della provincia di Vicenza e rappresenta circa il 6% delle presenze dell’intera Pedemontana Veneta e Colli. Non solo. Nel 2003 le presenze superavano le 22 mila unità. Dodici anni dopo erano precipitate a poco più di 10 mila, con una perdita superiore al 55%. Il confronto con le realtà vicine è amaro: Schio supera le 67 mila presenze, Bassano del Grappa le 170 mila, Asiago addirittura le 310 mila. Il Piano è onesto e lo ammette apertamente. Esiste un problema di attrattività. Esiste un problema di permanenza media. Ed esiste una concorrenza sempre più forte da parte di destinazioni che hanno costruito negli anni un’identità turistica riconoscibile. Perché è qui che sta il punto: il problema di Thiene non è ciò che possiede, è ciò che riesce a trasformare in esperienza.
La domanda che attraversa tutto il piano
Perché un turista dovrebbe fermarsi a Thiene? Per visitare il Castello? Per un evento? Per una passeggiata nel centro storico? E soprattutto: perché dovrebbe fermarsi una notte anziché proseguire verso Bassano, Marostica o Asiago? È questa la domanda che attraversa le centinaia di pagine del documento. La risposta segue le nuove tendenze del turismo contemporaneo: slow tourism, percorsi ciclabili, sostenibilità, storytelling, innovazione digitale, valorizzazione dell’identità locale. L’obiettivo è chiaro: fare di Thiene una città che non si attraversa soltanto, ma una città che si sceglie.

Dal brand alle azioni
Il Piano mette in fila dati, strategie, target e governance. Introduce il brand, come ad esempio “Il cuore del Veneto con l’H”, individua i pubblici di riferimento e prova a costruire una rete tra Comune, operatori economici, associazioni e territorio. Le azioni previste puntano soprattutto sull’accoglienza, sulla promozione digitale, sulla creazione di pacchetti turistici integrati e sul rafforzamento della collaborazione con lo IAT, ‘criticato’ per la ristrettezza degli orari di apertura’ e l’OGD. Più che grandi opere, il documento propone un cambio di approccio: costruire un sistema turistico dove oggi esistono ancora iniziative spesso scollegate tra loro.
Adesso arriva la parte più difficile
Con la delibera del 17 giugno la giunta ha approvato il piano e affidato ai dirigenti il compito di trasformarlo in realtà. Le risorse arriveranno dal bilancio comunale e da eventuali bandi regionali. Ma la politica, a questo punto, ha quasi esaurito il proprio tempo. Il piano arriva quando il mandato è ormai agli sgoccioli e richiederà anni per produrre risultati. Per questo il suo successo non si misurerà nelle pagine scritte né nelle presentazioni pubbliche. Si misurerà nei pernottamenti. Nelle camere occupate di alberghi e B&B. Negli investimenti delle attività economiche. Nei visitatori che decideranno di fermarsi un giorno in più. Solo allora si capirà se Thiene avrà davvero trasformato il proprio potenziale in una destinazione turistica. Perché, come insegnavano quelle vecchie pagelle, il voto finale non dipende dall’intelligenza. Dipende da quanto si riesce, davvero, ad applicarsi.
Paola Viero