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Una voce, mille frequenze: Adelina Putin e la sua lunga storia d’amore con la radio

Dalle radio dei pionieri alle web radio, dai vinili agli smartphone: Adelina Putin ha attraversato decenni di storia della radio, mantenendo intatta la passione per la musica e soprattutto per il rapporto con il pubblico.

La storia di Adelina Putin è una storia di radio, musica e passione. Una voce che da molti anni accompagna gli ascoltatori e che oggi continua a lavorare in una delle radio del vicentino, dopo aver conosciuto numerose emittenti, studi di registrazione, locali ed eventi.

In questi anni, secondo Adelina, il mondo della radio è cambiato profondamente, soprattutto a livello locale. «La radio alto vicentina è cambiata: c’è stata una decimazione delle radio locali che una volta formavano il tessuto radiofonico. Le piccole realtà sono state assorbite da grandi network o da radio più grosse». Anche la tecnologia ha rivoluzionato il modo di fare radio: «Nell’era dei pionieri si usavano le cassette per la pubblicità, i dischi e i vinili. Oggi è cambiato tutto».

Ma c’è qualcosa che, secondo Adelina, è rimasto invariato: il rapporto umano con chi ascolta. «La radio è un mezzo al quale ti affidi. Siamo una sorta di confessori». È proprio questo lato amicale a rendere speciale il mestiere dello speaker. «Ci vuole empatia, ma se consideri questo lavoro come una passione e una missione, il rapporto con il pubblico è vero e bellissimo».

La tecnologia ha portato alla crescita delle web radio e ha reso possibile ascoltare una trasmissione praticamente ovunque grazie agli smartphone. Nonostante questo, l’FM conserva ancora un ruolo centrale. «L’FM ci accompagna ed è ancora fortissima. La radio si ascolta principalmente in macchina. L’auto è il posto dove si ascolta di più: evviva gli spostamenti e le auto, perché la radio è la compagnia ideale per chi viaggia».

La passione per la radio e per la musica, per Adelina, è nata molto presto. «Fin da piccola amavo ascoltare la radio. Mi mettevo nel salottino dove c’era una grande radio e ascoltavo i gruppi rock che mi affascinavano in maniera straordinaria».

Tra i suoi riferimenti musicali ci sono gruppi destinati a diventare vere leggende del rock, come Black Sabbath, Genesis e Led Zeppelin. Una passione che ancora oggi caratterizza il suo lavoro: i suoi DJ set sono infatti esclusivamente dedicati al rock.

L’ingresso nel mondo della radio è arrivato quasi per caso, quando era ancora alle scuole superiori. Un amico le propose di fare un provino. «Non avevo la minima idea che poi ufficialmente il mio lavoro sarebbe diventato quello che è tuttora». Il primo provino consisteva nella lettura di un dépliant dedicato a Renato Zero, che si trovava nella zona per un concerto. «Si parlava de Il carrozzone, dell’album e dei concerti. È stato amore a prima vista».

La radio, però, non diventò subito una professione. Dopo aver frequentato le scuole magistrali, Adelina diventò maestra elementare, continuando contemporaneamente a coltivare l’esperienza radiofonica. Alla fine, però, la passione ebbe la meglio: «Ha prevalso quello che era un hobby e adesso sono qui, senza nessun pentimento».

Per Adelina la radio può rappresentare una vera palestra anche per chi vuole avvicinarsi al giornalismo. «Se sai esprimere e creare dei concetti da condividere con chi ti ascolta e legge, è un dare e avere in entrambe le situazioni».

Radio e giornalismo, però, utilizzano strumenti differenti. In radio entrano in gioco la voce, la simpatia, il carisma, la dizione e il modo di esprimersi. «Un ascoltatore lo puoi conquistare con la voce e il tuo modo di essere, mentre il lettore deve essere conquistato dal contenuto e dalla forma».

Adelina è molto attenta alla qualità della comunicazione. Ascolta le altre radio, fa zapping e osserva gli speaker perché, dice, «non si finisce mai di imparare». Apprezza soprattutto la bella voce, la dizione, il modo di affrontare gli argomenti e lo spessore culturale.

È anche critica nei confronti di alcuni cambiamenti del mondo dello spettacolo e della comunicazione. «Una volta stavi più attento a come ti esprimevi e alla forma. La radio era più educata. Certi livelli trash non venivano raggiunti, oggi invece sì». Il suo modello rimane quello delle grandi voci della Rai che ascoltava da bambina: professionisti eleganti, preparati e capaci di parlare bene.

Anche ai giovani che vogliono lavorare in radio Adelina dà un consiglio preciso: leggere, informarsi e conoscere la musica. «Il bagaglio musicale deve essere importante, perché la radio è fatta principalmente di musica». E poi lavorare sulla propria voce: «Non esiste una brutta voce, esiste una voce da educare. Tutte le voci si possono educare».

Dopo tanti anni di radio, non solo nel vicentino ma in tutto il Veneto, Adelina continua a considerare il pubblico la parte più bella del suo lavoro. Ha presentato numerosi eventi, lavorato in tanti locali e realizzato DJ set, ma ciò che continua a emozionarla è incontrare le persone.

Oggi i messaggi WhatsApp hanno reso il rapporto con gli ascoltatori ancora più immediato. «È una sorta di termometro per capire se piaci o no. È come una fotografia istantanea». Secondo Adelina, questa interazione permette alla radio moderna di mantenere quel contatto diretto che la caratterizzava anche in passato.

Anche i social possono essere uno strumento importante, soprattutto dal punto di vista promozionale, ma hanno un doppio volto. «Non puoi piacere a tutti e questo lo so e l’ho sperimentato nella mia vita». Un contenuto può piacere a qualcuno e infastidire qualcun altro, mentre non mancano i malintesi.

Fuori dalla radio, Adelina coltiva molte passioni: la musica rock, la lettura, la storia, la montagna e lo sport. E poi ci sono i tatuaggi, un’altra parte importante della sua identità. «Sono quasi completamente tutta tatuata». Una scelta che in alcuni casi le ha creato anche difficoltà professionali, soprattutto in televisione, dove l’immagine può essere soggetta a regole differenti.

La sua esperienza racconta dunque una radio profondamente cambiata, ma ancora capace di creare un legame unico con chi ascolta. Sono cambiate le tecnologie, sono diminuite le emittenti locali e sono nati nuovi strumenti come web radio e social network. Ma la voce, la musica e soprattutto il rapporto umano restano al centro.

Ed è proprio questo che Adelina Putin continua a portare avanti: una passione nata davanti a una grande radio quando era bambina e diventata, dopo tanti anni, una vera professione e una parte importante della sua vita.

 

Letteria Cavallaro

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