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Thiene. Verbali in caduta libera, il nodo privacy blocca le telecamere del Ne.Vi

Chi custodisce davvero i dati raccolti dalle telecamere comunali, con le immagini che confluiscono al Consorzio di polizia locale Nordest Vicentino? È la domanda che il sindaco di Villaverla Enrico De Peron ha riportato al centro del dibattito annunciando l’uscita del Comune dal Consorzio. Una questione che può sembrare soltanto tecnica, ma che a Thiene riporta alla memoria una vicenda che, due anni fa, fece esplodere un acceso scontro politico e istituzionale sul delicato equilibrio tra sicurezza e tutela della privacy.

Verbali in caduta libera
È una questione che va ben oltre la burocrazia. Perché mentre il dibattito resta aperto, le telecamere mobili utilizzate per contrastare l’abbandono dei rifiuti sarebbero rimaste praticamente ferme. Nessun verbale, nessuna sanzione. E’ quanto asserisce il primo cittadino di Villaverla che nell’ultima seduta del consiglio comunale, che a maggioranza ha votato l’addio al Ne.Vi. Secondo De Peron, tra i nodi mai sciolti c’è proprio quello della titolarità del trattamento dei dati personali raccolti durante le attività di polizia locale.
A fotografare il cambiamento sono anche i numeri delle sanzioni elevate nel territorio comunale di Villaverla. I verbali seguono infatti una costante parabola discendente: dai 652 del 2023 si è passati ai 423 del 2024, fino ai 313 del 2025. Un calo significativo che, secondo quanto emerso nel dibattito politico, alimenta gli interrogativi sull’efficacia del servizio e sulla gestione delle attività di controllo negli ultimi anni.

Il braccio di ferro sul trattamento dei dati
La domanda  è sempre la stessa: “il titolare dei dati è il sindaco o il Consorzio Ne.Vi?”. Il sindaco di Villaverla sostiene che la questione sia rimasta irrisolta  da tempo, “da oltre due anni e mezzo, nonostante le ripetute richieste rivolte al consiglio di amministrazione affinché venisse presa una decisione definitiva: stabilire se il titolare dei dati fosse il sindaco del Comune interessato oppure il Consorzio stesso”.  Un’incertezza che, a suo dire, avrebbe impedito anche di utilizzare efficacemente le telecamere mobili contro l’abbandono dei rifiuti, fino a convincerlo a rassegnare le dimissioni dalla presidenza dell’assemblea dei soci, avvenuta lo scorso marzo.

Il precedente che fece esplodere il caso Thiene
È un tema che a Thiene ancora non dimenticano. Due anni fa proprio la gestione dei dati personali e della videosorveglianza aveva fatto esplodere uno dei casi politici più accesi della legislatura, con consigli comunali incandescenti, botta e risposta tra il sindaco Giampi Michelusi e la consigliera di opposizione Giulia Scanavin, fino agli esposti presentati alla Procura di Vicenza e al Garante della Privacy.

Le telecamere finite al centro delle polemiche
Una vicenda dai contorni rimasti controversi, nella quale finì sotto i riflettori anche un computer comparso in una stanza al primo piano della sede di via Rasa per collegare alcune telecamere comunali che sarebbero state al di fuori della rete ufficiale di videosorveglianza, quella segnalata ai cittadini attraverso gli appositi cartelli informativi.  Il tutto sarebbe avvenuto senza avvertire ed ottenere il placet dell’assemblea consortile del NeVi. Una sorta di ‘fretta e furia’ per sistemare quegli occhi elettronici, stand alone come le chiamano i professionisti del settore, che inquadrerebbero aree delicate di Thiene. Scuole e piastre sportive, in particolare, frequentate per lo più da ragazzini e ragazzine.

di Redazione AltovicentinOnline

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