“La puzza è tornata. Le risposte, ancora no”. E’ quanto denunciato sui social dal Comitato residenti di Grumolo Pedemonte: un appello dai toni esasperati, nel quale i residenti tornano a denunciare gli odori provenienti dall’allevamento di via Sant’Anastasia e chiedono al Comune di spiegare che cosa stia facendo per affrontare una situazione che si trascina da quasi due anni. Interpellato, il sindaco Sandro Maculan ricostruisce i provvedimenti adottati e gli accertamenti tuttora in corso.
I residenti: “chiediamo risposte”
Il 1° settembre il Comitato aveva posto domande precise: “qual è oggi la situazione; quali verifiche sono state effettuate; quali interventi sono previsti e quali sono i tempi”. La lettera è stata poi resa pubblica sui social, insieme a un post nel quale i residenti riferivano anche di due casi di salmonella registrati nelle vicinanze. Il Comitato ha precisato di non voler attribuire alcuna responsabilità all’allevamento, sottolineando però di aver segnalato gli episodi agli enti competenti affinché venissero effettuati gli opportuni accertamenti.

Il Comune mette in fila gli atti: “ci siamo sempre attivati”
Dal canto suo, nella sua risposta del 28 settembre, il sindaco parte dagli atti. Ricorda innanzitutto che il Comune ha seguito la vicenda già dal settembre 2024 e richiama anche il procedimento davanti al Tar del Veneto: con ordinanza del 27 febbraio scorso è stata respinta l’istanza cautelare presentata dall’azienda contro il Comune. Il giudizio di merito, precisa Maculan, è ancora pendente. Poi c’è il nodo principale: la ventilazione dell’allevamento.
Nel corso dell’anno la ditta ha comunicato l’intenzione di reintrodurre la ventilazione naturale, già utilizzata nel precedente allevamento di tacchini: di conseguenza il Comune ha quindi interpellato l’Ulss 7 per una valutazione. Il Servizio veterinario ha considerato la ventilazione naturale una possibile alternativa a quella forzata, ma sulla questione che interessa maggiormente i residenti ha mantenuto una posizione prudente: ” per quanto riguarda l’eventuale riduzione delle emissioni di polveri e odori con la ventilazione naturale sarà tutto da verificare”. Tradotto: il nuovo sistema potrebbe funzionare, ma al momento non ci sono ancora dati sufficienti per dirlo.
La ventilazione sotto esame
Per questo il 30 luglio scorso il Comune ha diffidato la ditta, chiedendo entro 30 giorni dati e analisi che dimostrassero quanto dichiarato sull’efficacia della nuova modalità ed è stata inoltre richiesta una relazione tecnica agronomica, da sottoporre agli enti competenti. La relazione è arrivata il 24 agosto e ora, spiega il sindaco, è al vaglio degli enti preposti e non viene esclusa “l’eventualità di dover aggiungere provvedimenti conseguenti”.
Il botta e risposta resta aperto
Maculan replica anche alla contestazione dei residenti sul presunto silenzio dell’amministrazione. Definisce “perlomeno spiacevole” leggere di dubbi sulla mancanza di comunicazioni “chiare e trasparenti” e ricorda la disponibilità del Comune e degli uffici a fornire documentazione e a confrontarsi con il Comitato.
La partita resta dunque aperta. Da una parte i residenti, che continuano a segnalare odori e chiedono risposte; dall’altra il Comune, che rivendica le iniziative messe in campo e richiama i tempi necessari alle procedure e agli accertamenti. In mezzo c’è la nuova ventilazione dell’allevamento, sulla quale dovranno parlare i dati. Per ora, quindi, nessuno può ancora mettere la parola fine alla vicenda. Il Comune ha chiesto verifiche, l’azienda ha presentato la relazione tecnica e gli enti competenti dovranno valutarla. Saranno gli accertamenti a stabilire se il nuovo sistema avrà effettivamente inciso sulle emissioni.
di Redazione AltovicentinOnline
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