Decreto sicurezza, il governo alza il tiro: carcere per le violenze di piazza, stretta sui minori, rafforza gli strumenti preventivi delle forze dell’ordine. Ma non solo. Multe fino a 2mila euro per i genitori in caso di reiterazione, nuove aggravanti per devastazioni e danneggiamenti e 500 militari in più a Milano fino al 31 dicembre. “Non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce”. Giorgia Meloni alza il tono dopo gli episodi di violenza e saccheggio e rivendica la linea dura dell’esecutivo. “Dietro quella vetrina c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono i lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura”.
La presidente del consiglio non lascia spazio ad ambiguità nella definizione degli episodi: “Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare”, perché “non è protesta, è criminalità. E la risposta dello Stato deve essere ferma”. È questo il messaggio politico che accompagna il decreto sicurezza approvato dal consiglio dei ministri il 20 ottobre . Otto articoli per intervenire sulle violenze durante le manifestazioni pubbliche, inasprire le conseguenze penali per i gruppi organizzati e rafforzare gli strumenti di prevenzione, con un capitolo specifico dedicato ai minorenni.

Violenza organizzata, fino a cinque anni di carcere
La novità centrale è l’introduzione dell’articolo 420-bis del codice penale, che istituisce il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La norma colpisce chi, partecipando a un gruppo organizzato composto da almeno cinque persone, utilizza illegittimamente bastoni, mazze e altri oggetti contundenti oppure lancia materiali pericolosi creando un concreto pericolo per l’incolumità delle persone. Tra i materiali indicati figurano anche razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi e strumenti capaci di produrre fumo o nebulizzare sostanze urticanti. La pena prevista è la reclusione da due a cinque anni, accompagnata da una multa compresa tra 10mila e 20mila euro. La sanzione aumenta da un terzo alla metà se i responsabili agiscono travisati o utilizzano gli oggetti contro infrastrutture energetiche, trasporti, telecomunicazioni e altri servizi pubblici, oltre che contro beni destinati a funzioni pubbliche.
Chi organizza i gruppi rischia fino a dodici anni
La stretta non riguarda soltanto chi partecipa materialmente agli scontri. Il decreto punisce anche chi organizza o promuove la formazione dei gruppi violenti, oppure incita o istiga alla commissione delle condotte previste dalla norma, anche attraverso strumenti informatici e telematici. Per queste condotte la pena prevista va da quattro a dodici anni di reclusione: se le azioni violente provocano lesioni personali, le pene relative ai reati interessati aumentano da un terzo alla metà. L’intervento mira così a colpire anche la fase organizzativa delle violenze, oltre alle condotte commesse durante gli scontri.
Devastazioni e danneggiamenti, arrivano nuove aggravanti
Per la devastazione e il saccheggio commessi durante manifestazioni pubbliche su beni presenti in luoghi di vendita o deposito è previsto un aumento della pena da un terzo alla metà. Lo stesso incremento è stabilito per l’attentato alla sicurezza dei trasporti quando viene commesso nel corso di una manifestazione. Viene inoltre introdotto uno specifico aggravamento per il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato di almeno cinque persone: anche in questo caso la pena aumenta da un terzo alla metà. Le modifiche al codice di procedura penale estendono inoltre l’ambito della flagranza differita ai nuovi reati indicati dal decreto.

Minorenni, cambia la disciplina dell’imputabilità
Uno dei capitoli più delicati riguarda la criminalità minorile. Il decreto modifica l’articolo 98 del codice penale introducendo, per i minori che abbiano compiuto quattordici anni e rientrino nella disciplina prevista dalla norma, una presunzione di capacità di intendere e di volere fino a prova contraria. La modifica incide sull’accertamento dell’imputabilità, ma non elimina la possibilità di dimostrare che il ragazzo, al momento del fatto, fosse privo della capacità richiesta dalla legge. Il provvedimento interviene anche sulle misure cautelari applicabili nel processo penale minorile. Per gli imputati che abbiano compiuto sedici anni viene prevista un’eccezione alla regola che impedisce di applicare la custodia cautelare quando questa comporti l’interruzione di un percorso educativo in corso, nei casi disciplinati dalla norma.
Fermo preventivo nei luoghi affollati
Il decreto dà alla polizia maggiori possibilità di fermare e accompagnare in questura persone sospettate di poter creare disordini, durante controlli mirati in luoghi molto affollati, come quelli in cui si svolgono manifestazioni o grandi eventi. Il fermo può scattare quando ci sono elementi concreti che fanno pensare a un possibile pericolo per la sicurezza. Tra questi possono esserci il possesso di oggetti pericolosi oppure precedenti penali e segnalazioni di polizia per determinati reati.

Genitori responsabili: multe fino a 2mila euro e risarcimento danni
ll decreto prevede multe anche per i genitori dei minorenni che commettono determinati reati, anche quando i figli non possono essere puniti penalmente. La prima multa va da 500 a mille euro. Se il ragazzo ripete il comportamento, la sanzione sale da mille a 2mila euro. I genitori possono evitare la multa se dimostrano di non aver potuto impedire il fatto. È previsto anche il risarcimento dei danni: se il minorenne danneggia beni pubblici, il prefetto può chiedere ai genitori di pagare una somma per riparare il danno. Anche i privati che hanno subito danni possono rivolgersi al giudice per ottenere il risarcimento. Se il comportamento si ripete, il prefetto può inoltre segnalare il caso al tribunale per i minorenni, proponendo l’attivazione di un percorso di sostegno educativo per la famiglia.
Divieto di raduno per soggetti considerati a rischio
Un ulteriore intervento riguarda le misure di prevenzione a disposizione del questore. Quando almeno cinque persone tengono in luogo pubblico o aperto al pubblico comportamenti intimidatori, gravemente molesti o violenti contro persone o cose, il questore può disporre, nei confronti di soggetti che presentino i requisiti previsti dalla legge, un avviso orale accompagnato dal divieto di radunarsi con determinate persone in luoghi specificamente individuati. Il divieto può durare fino a un anno e può essere applicato anche ai minorenni che abbiano compiuto quattordici anni.

Milano, arrivano altri 500 militari
Il decreto prevede l’arrivo di 500 militari in più a Milano fino al 31 dicembre, per rafforzare i controlli sul territorio dopo i gravi incidenti. Per questa misura sono stati stanziati circa 4,75 milioni di euro. Per permettere ai militari di entrare in servizio rapidamente, il Ministero della Difesa potrà acquistare servizi e materiali con procedure d’urgenza. I militari si occuperanno di sorvegliare il territorio e contribuire alla sicurezza, ma non avranno nuovi poteri di polizia giudiziaria e non sostituiranno polizia e carabinieri nelle indagini.
di Redazione AltovicentinOnline