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Garlasco, si va verso la chiusura delle indagini: “Stasi non era sulla scena del crimine”

Un anno dopo la riapertura del caso, è attesa nelle prossime settimane la chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco. Gli inquirenti avrebbero raccolto elementi sufficienti a sostegno delle nuove ipotesi che vedono Andrea Sempio – ai tempi 19enne- come presunto autore dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Oggi a Milano il procuratore di Pavia Fabio Napoleone incontrerà la procuratrice generale Francesca Nanni: un appuntamento programmato da tempo e che probabilmente avrà al centro proprio la conclusione delle indagini e la possibile revisione del processo.

Secondo quanto scrive Il Corriere della Sera, “nella ricostruzione dei magistrati e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano non sono emersi elementi che collocherebbero sulla scena del delitto Alberto Stasi, oggi 41enne, condannato in via definitiva per l’omicidio”. Ce ne sarebbero diversi, invece, “in contrasto con quelli riportati nelle sentenze di condanna”.

L’AVVOCATO DE RENSIS A ORE 14 SERA: “L’ESPOSTO CONTRO DI ME? OPERAZIONE SPAZZATURA, IL PRIMO OBIETTIVO ERA STASI”

L’incontro di oggi, però, non sarà legato all’esposto presentato ieri da una giornalista contro l’avvocato difensore di Stasi, Antonio De Rensis, e contro Alessandro Di Giuseppe de Le Iene: secondo le carte avrebbero provato a orientare i contenuti mediatici delle nuove indagini sul caso. Ci sarebbero anche fotografie e contenuti audio dove la cronista annota presunte anomalie nel seguire una vicenda di ”eccezionale esposizione mediatica”.

“L’esposto contro di me è un’operazione spazzatura, volevano colpire come primo obiettivo Stasi”, ha commentato Antonio De Rensis, ospite in studio a Ore 14 Sera, in onda su Rai 2 con la conduzione di Milo Infante.

“I primi a doversi sentire offesi da questa operazione spazzatura sono i giornalisti italiani perché pensare che un uomo che vive nella provincia di Bologna possa orientare tutta la stampa italiana è un’offesa a tutti i giornalisti italiani – ha dichiarato De Rensis -. Sfido un giornalista a dire che io l’ho pressato, ho tentato di convincerlo, se c’è si faccia avanti. Io farò come i giocatori di poker, andrò a vedere, partirò con azioni vere“.

Il legale ha, poi, aggiunto: “Non ho frequentato giornalisti in maniera particolare, mai inviato un vocale, se vengo messaggiato chiamo. C’è stata una giornalista che mi ha fatto un pressing anomalo e sapendo che è in rapporti con un mondo ostile a noi, con lei ho cenato il 22 gennaio in un ristorante noto di Milano, in un tavolo centrale, davanti a tutti, e tutti possono testimoniare cosa è accaduto. Quella sera ho parlato per l’80% di cose che non c’entrano con l’inchiesta, di Garlasco non ho detto niente di cui non parlo abitualmente. Non so se è lei, però non avendo parlato con nessuno, per deduzione…Non vorrei però essere nei suoi panni dal punto di vista giudiziario, il mio telefono è qua”.

“Probabilmente – ha concluso De Rensis – temo che questa persona, se è lei che ha fatto l’esposto, non abbia capito in che gioco si faceva trascinare. Io amo i combattimenti e adesso salgo sul ring. Non mi dedicherò soltanto alla giornalista ma andrò a scavare più a fondo e vedrà che qualcosa trovo”.

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