- AltoVicentinOnline - https://www.altovicentinonline.it -

In alto la neve si scioglie, in basso non si riesce a recuperare l’acqua

In ‘alto’, sulle montagne, le abbondanti nevicate di febbraio si stanno già sciogliendo a causa del rialzo termico. Ma in un contesto “comunque di deficit”, da ottobre a febbraio, del 36% per le Dolomiti e del 23% per le Prealpi. Quindi, “se da un lato questo fenomeno contribuisce a sostenere le portate attuali dei fiumi, dall’altro rappresenta una risorsa volatile che, per mancanza di adeguati sistemi di stoccaggio, è destinata a defluire velocemente verso il mare senza poter essere conservata per i periodi di massima siccità”, avvisa il direttore di Anbi Veneto Silvio Parizzi. “A fare la differenza, sarà dunque la presenza o la mancanza di piogge nella delicata fase dei trapianti, delle semine e della fioritura degli alberi da frutto”, aggiunge.

Con queste premesse la stagione irrigua “si preannuncia complessa sotto diversi punti di vista” e dunque Anbi raccomanda monitoraggio costante e gestione oculata delle derivazioni.

Con l’apertura ufficiale delle paratoie del canale Lessinio Euganeo Berico nella sede direzionale del Consorzio di Bonifica Leb, a Cologna Veneta (Verona), ha preso il via sabato scorso, 14 marzo, la stagione irrigua nel Veneto. Entrerà nel vivo ad aprile, in momenti diversi a seconda dei comprensori di bonifica, con l’attività di irrigazione vera e propria. I Consorzi del Veneto distribuiscono risorsa a fini irrigui ed ecosistemici attraverso un’infrastruttura di 26.000 chilometri, ovvero oltre l’80% della rete di fiumi e canali di pianura. Ma lo scenario normativo che regola le derivazioni rischia di mutare.

Dall’1 gennaio 2027 entreranno in vigore i nuovi parametri del Deflusso ecologico che, avvisa l’Anbi del Veneto, “potrebbero rivedere al ribasso la quantità di risorsa prelevata dai fiumi e distribuita tramite la rete secondaria- afferma il presidente Alex Vantini- questi criteri sono attualmente oggetto di una delicata fase di sperimentazione e valutazione presso il tavolo tecnico istituito dalla Regione Veneto con l’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali. La posta in gioco è altissima, poiché la questione riguarda direttamente una produzione agricola regionale dal valore di otto miliardi di euro, la cui stabilità dipende per il 90% dalla disponibilità di irrigazione, senza dimenticare i servizi ecosistemici legati alla risorsa in termini ambientali, paesaggistici, economici e ricreativi, il cui valore è stimato in oltre 640 milioni di euro l’anno”.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su: