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La lingua italiana tradita. Come i social hanno svelato la vera ignoranza. Video

La verità è che oggi molti si preoccupano di apparire impeccabili, sui social sfoggiano abiti e accessori firmati, ma appena aprono bocca o scrivono un post si tradiscono da soli. È impressionante vedere persone che investono soldi, tempo e ossessioni nel vestirsi bene, nel farsi vedere in barca o nel ristorante di lusso, ma che poi massacrano la lingua italiana con una disinvoltura che sfiora l’incoscienza. È come lucidare un diamante e poi incastonarlo nel fango. E’ come guidare una Ferrari senza sapere usare le marce.

Sui social, ogni giorno, si assiste a una sfilata di errori-orrori grammaticali da terza elementare. Non refusi: disastri. “Qual’è”, “pultroppo”, “un pò”, “o fatto”, “ce lo ai”, “gli ho detto a Maria”, “a me mi piace”. Frasi che sembrano scritte da qualcuno che ha litigato con la grammatica e ha perso malamente. E il problema non è solo che questi errori esistono: è che chi li fa non prova nemmeno un briciolo di imbarazzo. Anzi, spesso si offende se qualcuno glielo fa notare, come se la lingua fosse un optional e non la base della comunicazione. Sono errori da seconda elementare che dovresti vergognarti di esibire davanti a migliaia di persone che ti leggono.

Il paradosso è devastante: persone che si presentano come curate, eleganti, “di classe”, e poi scrivono come se non avessero mai superato la scuola primaria. Non si rendono conto che ogni errore è un graffio sulla loro credibilità. Puoi indossare il miglior outfit del mondo, ma se scrivi “o visto” invece di “ho visto”, l’eleganza evapora. Puoi avere un look da rivista, ma se confondi “sì” con “si”, la tua immagine crolla. Puoi curare ogni dettaglio estetico, ma se massacri la grammatica, il messaggio che dai è uno solo: sei attento solo a ciò che si vede, non a ciò che sei.

La lingua italiana è un’arma potentissima. Chi la conosce, domina. Chi la ignora, si indebolisce da solo. Parlare e scrivere bene non è snobismo: è intelligenza, è precisione, è rispetto per sé e per chi legge. Chi parla male non comunica: fa rumore. Chi scrive male sui social non lascia un’impressione: lascia una macchia.

E allora diciamolo senza mezzi termini: non puoi vestirti da persona raffinata, fotografarti davanti ad un piatto cucinato dallo chef stellato e scrivere come se non avessi mai aperto un libro. L’italiano è il tuo biglietto da visita più sincero. E chi lo tratta come un dettaglio dimostra di non aver capito nulla dell’eleganza, quella vera: quella che passa dalle parole.

 

Gli ignoranti sono fieri di essere ignoranti

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