“Noi di Gen P crediamo che, in un’ottica di sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale, si riparta dalle necessità più pressanti che le fasce giovani della popolazione esprimono: un accesso alla casa e all’autonomia personale tramite un impiego dignitoso che non sia totalizzante né opprimente, un orizzonte internazionale aperto a riflessioni, scambi e a una cooperazione che preveda parità, consapevolezza e aiuto reciproco. Il tutto mettendo al centro ancora una volta e per sempre i diritti umani e la necessità di portare avanti una transizione ecologica giusta”. Lo chiedono con forza i giovani di Generazione Partecipazione (Gen P), il progetto promossa dalla Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv), co-finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Transizione energetica nell’ambito del processo di attuazione della Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile. A parlare con l’agenzia Dire è Alessandra Innocenti, una delle partecipanti alla Riunione plenaria dell’Intergruppo sui diritti fondamentali della persona dal titolo ‘Per un mondo che vorrei’, che si è tenuta nella Sala Koch del Senato nei giorni scorsi. All’appuntamento, che cade mensilmente su iniziativa della senatrice Mariolina Castellone attorno a tematiche specifiche, è stata invitata tra le altre una delegazione del gruppo Gen P.
Nel corso del dibattito, come riferisce ancora l’esponente di Gen P, “È emerso come il lavoro in Italia sia caratterizzato da una mancanza di certezze, di riferimenti e di aiuto all’inserimento e al mettere a frutto le proprie competenze. Si tratta oggettivamente di una problematica collettiva, che ci riguarda tutti perché non crea le premesse adeguate alla costruzione di un futuro comune”.
Dai vari interventi ascoltati, “si è ripetuta con forza una consapevolezza” evidenzia Monosilio, “la precarietà giovanile è innanzitutto precarietà lavorativa. Mancano certezze, stabilità, riferimenti, condizioni dignitose ed ecco perché, tra le voci della società civile e delle associazioni, è risuonata più volte la richiesta di riforme strutturali del mondo del lavoro. Come Generazione Partecipazione- assicura in conclusione- continueremo a portare queste istanze negli spazi di dialogo tra cittadinanza e istituzioni, perché ogni occasione di incontro diventi un passo concreto verso un mondo del lavoro più giusto e una democrazia più viva”.