La crescita delle economie mondiali è trainata dall’Asia (+5,1%), con l’India a guidare la pattuglia dei paesi emergenti con un aumento stimato dal Fondo monetario internazionale del 7% quest’anno e il prossimo, seppure in calo dal 7,8% del 2025. Rallenta anche la Cina con una crescita prevista del 4,5% quest’anno e del 4% nel 2027. L’area euro si deve accontentare di una crescita dell’1,1% che salirà all’1,2% il prossimo anno. La Spagna si conferma il Paese più performante, sebbene con percentuali in calo del 2,6% dell’anno scorso: per il 2026 è atteso un +2,5%, per il 2027 un +1,8%. Accelera la Germania dal +0,2% del 2025: nel 2025 la crescita prevista oggi dal Fondo monetario internazionale si attesta all’1,3%, per tornare al +1,1% il prossimo anno. Debole l’economia francese che crescerà appena dello 0,4% quest’anno e dello 0,7% il prossimo. L’attesa per gli Stati Uniti è di una crescita del 2,3% per quest’anno e per il prossimo. Anche la crescita dei paesi dell’area caraibica e dell’America latina è prevista al 2,3% (2,5% nel 2027), mentre le economie dell’Africa Subahariana si espanderanno del 4,5% nel biennio.
“In positivo, una maggiore accelerazione degli investimenti nell’IA e i guadagni di produttività derivanti dalla sua applicazione, oppure un allentamento duraturo delle tensioni geopolitiche e commerciali, potrebbero rafforzare la crescita”, si legge nell’introduzione al report. “Le politiche di bilancio devono produrre risultati migliori nell’affrontare gli shock destabilizzanti e creare margini di manovra attraverso misure sul fronte delle entrate. Durante le crisi del costo della vita, i governi dovrebbero preservare i segnali di prezzo e fare affidamento principalmente su aiuti al reddito temporanei e mirati, destinati alle fasce di popolazione più vulnerabili”, suggerisce il Fondo monetario internazionale.
Il Fondo monetario vede al rialzo le stime di crescita per l’Italia sia nel 2026 che nel 2027, ma da dopo il 27 febbraio con l’avvio della guerra in Iran i Btp italiani- dopo quelli francesi- sono i titoli sovrani a 10 anni che hanno riportato la più alta risalita dei rendimenti. È la doppia novità per il nostro Paese derivante dal World economic outlook divulgato nella notte, durante il meeting annuale a Bangkok. L’Italia crescerà quest’anno dello 0,8% e dello 0,6% nel 2027. Si tratta in entrambi i casi di un progresso di mezzo punto percentuale di crescita. In effetti nelle precedenti stime, sia di luglio che d’aprile, la crescita italiana nel biennio era stimata nell’ordine dello 0,3 e dello 0,1%. La resilienza dimostrata dall’economia italiana da quando è deflagrata la guerra in Iran, tuttavia, è in parte appannata quando il focus si sposta sui rendimenti dei titoli di Stato. In un approfondimento sul blog istituzionale la direttrice del dipartimento Ricerca del Fondo, Silvana Tenreyro, osserva che “i costi di indebitamento sono nettamente cresciuti nelle principali economie più avanzate, a causa delle pressioni sui prezzi derivanti da fattori d’offerta e di domanda insieme ai rischi fiscali”. In tale ambito dal 27 febbraio di quest’anno ad oggi i titoli a 10 anni che hanno visto una spinta verso l’alto maggiore sono stati gli Oat francesi il cui rendimento nominale è cresciuto di più di 150 punti base. Subito dopo nel ranking appare proprio l’Italia che, con un incremento che ha superato i 125 punti base, ha staccato sia il trend dei titoli americani che dei Gilts britannici.

