Mentre si trovava in centro a Modena nel pomeriggio di sabato 16 maggio, Luca Signorelli ha evitato per pochi centimetri l’auto guidata da Salim El Koudri, il 31enne che ha travolto sette pedoni prima di tentare la fuga a piedi. Poco dopo, il programmatore informatico modenese si è trovato a inseguire e bloccare l’automobilista insieme ad altri passanti, subendo una ferita da taglio alla testa nel corso della colluttazione.
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“Mentre tento di soccorrere la signora, lui scappa- racconta ai microfoni Rai- Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre 4-5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano. Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l’altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E l’ho neutralizzato”. Pochi minuti dopo, le forze dell’ordine sono giunte sul posto prendendo in custodia il trentunenne e traducendolo in Questura.
Il coraggio di Luca Signorelli e degli altri cittadini ha suscitato un’immediata ondata di gratitudine e commozione a livello nazionale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato direttamente al sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, chiedendo espressamente di trasmettere i suoi ringraziamenti ai cittadini-eroi che hanno bloccato il colpevole. Anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso parole di profonda ammirazione: “Luca Signorelli è un eroe. Nonostante fosse ferito si è immolato per salvare la vita di chi era lì. Lo ringrazio per questo valoroso gesto di altruismo, un esempio”.