di Nicola Perrone
La maggioranza di Governo battuta alla Camera, di fatto siamo in presenza di una crisi politica e di Governo bella e buona. La maggioranza di governo è stata sconfitta per un voto, 188 contrari, 187 favorevoli, sul cruciale emendamento sulle preferenze che gli stessi partiti di maggioranza avevano presentato alla nuova legge elettorale in discussione a Montecitorio.
E’ crisi politica per scelta diretta del governo che, per bocca della ministra Casellati, sostenuta dal relatore di maggioranza, appoggiando l’emendamento in aula non si era rimessa al voto dell’assemblea ma aveva sostenuto e chiesto espressamente il parere favorevole. Hanno avuto gioco facile le opposizioni che, avendo capito che nella maggioranza c’erano pareri discordi, hanno chiesto e ottenuto il voto segreto su tutti gli emendamenti. Giunto il voto sull’emendamento cruciale presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia e pubblicamente sostenuto dai leader di Forza Italia e Lega l’amara sorpresa: il Governo è stato battuto perché una nutrita pattuglia di suoi deputati e deputate hanno votato con le opposizioni.
Che la vicenda non possa essere derubricata come un semplice incidente di percorso lo dimostra la stessa dichiarazione politica che la premier Giorgia Meloni aveva rilasciato prima dell’inizio della discussione. A rileggere le sue parole, che qualcosa stesse bollendo in pentola era chiaro. Ecco le parole della premier: “Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”.
Tutto il peso della premier per, forse, scongiurare quello che poi è invece accaduto. Adesso ci sarà la corsa a cercare i responsabili. Ad esempio, in aula i ‘vannacciani’ si erano espressi a favore dell’emendamento di Fratelli d’Italia, ma poi Maurizio Lupi, dopo la votazione, commentando il risultato li ha accusati apertamente: “Tra chi ha votato contro ci sono sicuramente i vannacciani” ha detto Lupi.
Ma la premier Giorgia Meloni non ci sta, vuol andare avanti anche se ritiene urgente un chiarimento interno: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione” ha scritto sui social ributtando la palla alle opposizioni: “La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”.
Che fare? A nome della maggioranza si chiede di continuare a votare comunque la riforma della legge elettorale. Tutte le opposizioni sono già in piazza per chiedere che la premier vada dal Presidente Mattarella a dimettersi e che si torni subito a votare. Nelle prossime ore si dirà tutto e di più. Magari ci sarà anche qualcuno pronto a scommettere che l’incidente parlamentare servirà alla premier Meloni per andare al voto massimizzando adesso i consensi per Fratelli d’Italia, lasciando in braghe di tela gli altri partiti di centrodestra che alla fine saranno costretti ad accettare ogni condizione.