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Meloni: “Non scappo, l’ultimo anno di legislatura sarà una nuova spinta”

C’è praticamente tutto il governo nell’aula della Camera ad ascoltare l’informativa di Giorgia Meloni. I banchi riservati all’esecutivo sono pieni. Meloni è tra Tajani e Salvini, i due vicepremier. Presente anche Matteo Piantedosi, dopo le polemiche dei giorni scorsi per la storia con la giornalista Claudia Conte.

In merito all’esito del referendum che ha visto la vittoria del No, “rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o con le nostre aspettative”, afferma la premier Giorgia Meloni. “Rimane il rammarico di aver perso un’occasione a nostro avviso storica di modernizzare l’Italia allineandola agli standard europei”, aggiunge Meloni. “La nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo, perché è questo il modo in cui concepiamo la politica: onorare il significato profondo della parola responsabilità”.

Standing ovation dai banchi del centrodestra quando Giorgia Meloni, nell’aula della Camera, sottolinea: “Ho tanti difetti, ma io non scappo. Ci metto sempre la faccia”. Deputati e deputate di maggioranza si alzano in piedi e applaudono fragorosamente. “Ho moltissimi difetti, tranne uno. Non sono una persona abituata a scappare. Non scappo da missioni sconsigliabili per ragioni di sicurezza, non scappo davanti ai problemi, non scappo di fronte alle mie responsabilità. Sono abituata a mettere la faccia su quelle responsabilità”, dice la premier.

GIUSTIZIA. MELONI: RIFORMA RESTA NECESSITÀ, CANTIERE NON SIA ABBANDONATO

“La riforma della giustizia rimane una necessità”, afferma la premier Giorgia Meloni intervenendo alla Camera per l’informativa urgente sull’azione del Governo. La presidente del Consiglio auspica che “il cantiere di quella riforma non venga abbandonato, come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione, non certo contro la magistratura come si è voluto raccontare, ma a favore di una magistratura libera dai condizionamenti politici e ideologici. E, aggiungo, a favore di una politica che commetterebbe un errore storico se per ragioni tattiche rinunciasse al proprio ruolo, che è quello di fare le leggi, modifiche costituzionali comprese”.

Sulla stabilità del governo, la premier Meloni è sicura: “Nessuna intenzione di fare un rimpasto”. “Leggo bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del referendum, di una fase 2, 3, 4, alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, ad altri partiti ad altri presidenti del Consiglio, cose lontano anni luce da noi, non c’è alcuna ripartenza da fare perchè il governo non si è mai fermato”, sottolinea la premier. “Non scapperemo, non ci nasconderemo, governeremo come fanno le persone serie”.

MELONI: PASSO INDIETRO ALCUNI MEMBRI PER NON PERDERE TEMPO POLEMICHE PRETESTUOSE

“Nei giorni scorsi ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del governo che pure, nell’esercizio delle loro deleghe, avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori, a maggior ragione per noi che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della Nazione a quello di partito. Perché non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che nulla hanno a che fare con l’azione di Governo, e che finiscono per oscurarla. Che spostano il dibattito dalle soluzioni necessarie per i cittadini, alle polemiche utili per i partiti”.

Meloni poi, incalza le opposizioni: “Gli italiani hanno diritto di conoscere le diverse proposte in campo, perché al Governo spetta l’onere e l’onore di governare ma all’opposizione spetterebbe anche di dimostrare anche di essere in grado di rappresentare un’alternativa di governo. Così funziona e dovrebbe funzionare una moderna democrazia dell’alternanza”.

MELONI: ULTIMO ANNO LEGISLATURA NON SARÀ TEMPO ATTESA, NUOVA SPINTA

“L’ultimo anno di questa legislatura non sarà un tempo di attesa. Sarà un tempo di lavoro, di scelte, di risultati. Non un tempo per costruire consenso facile, ma un tempo per rafforzare una direzione solida. E la nostra direzione è chiara: difendere l’interesse nazionale italiano, sostenere chi produce e lavora, rafforzare la presenza dello Stato dove serve e alleggerirla dove è troppo invasiva. Sostenere le famiglie, quelle presenti e quelle future, e dare risposte ai tanti giovani che rischiano di cercare quelle risposte nella dipendenza dall’intelligenza artificiale o dai social media. Continuare a restituire fiducia, costruire opportunità, rendere questa Nazione più giusta, più meritocratica, più forte, più libera”. Così la premier. “Vogliamo continuare a costruire questa Italia con abnegazione, determinazione, e con umiltà, perché il voto del referendum contiene anche un segnale che non intendiamo ignorare, ma piuttosto utilizzare in positivo. Perché, colleghi, un ‘sì’ ti conferma, ma un ‘no’ ti riaccende. Ti impone di fermarti a riflettere, di rimettere tutto in discussione. E alla fine di quella riflessione, se sei una persona abituata a guadagnarsi le cose sul campo, capisci una cosa semplice e potentissima: che il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta”, aggiunge.

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