La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni. Nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, la Presidente del Consiglio risponde a 40 domande dei giornalisti accreditati. Si è parlato, come da tradizione, dei temi di grande attualità, dalla possibile liberazione di Alberto Trentini in Venezuela all’Ucraina, dalle pretese americane sulla Groenlandia e i rapporti europei con Trump, fino a Gaza, ma anche molti “interni”: il referendum sulla giustizia, la riforma elettorale e tanta economia.
L’inizio è dedicato ai giornalisti stessi, dopo l’intervento del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Carlo Bartoli: “La libertà di stampa è un presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia e noi siamo chiamati a proteggerla”. E ha parlato anche della Dire: “Abbiamo garantito massima attenzione e sollecitato l’editore a corrispondere le retribuzioni arretrate dei dipendenti e dei giornalisti. L’altro ieri è stato riattivato il contratto di fornitura anche con la presidenza del Consiglio, è una buona notizia”.
Per il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti “noi possiamo fare moral suasion, siamo dalla vostra parte, ma non vorrei venisse fuori l’immagine di una contestazione alla presidenza del Consiglio, su un cosa su cui la presidenza del Consiglio non ha responsabilità”.
TRUMP E GROENLANDIA – “Io continuo a non credere nell’ipotesi che gli Stati Uniti avviino un’opzione militare sulla Groenlandia. Un’azione che non condividerei, non la credo realistica, e credo non converrebbe a nessuno, nemmeno agli Stati Uniti. Io credo che l’amministrazione Trump usi metodi molto assertivi soprattutto per porre l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia. Il messaggio che vogliono dare è che non accetteranno ingerenze straniere in un’area così importante per i loro interessi strategici”. “Entro questo mese il nostro ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana sull’Artico, anche noi sappiamo quanto è strategicamente importante l’area” della Groenlandia. Meloni anticipa alcuni punti: “Preservare la Groenlandia come zona di pace e cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le aziende italiana che volessero investire e favorire la ricerca. Spero si possa rispondere insieme agli alleati atlantici alle ingerenze di altri Paesi sulla regione”.
“Ci sono molte cose su cui non vado d’accordo con Trump, per esempio credo che il diritto internazionale vada ampiamente difeso. Quando non sono d’accordo lo dico a lui, non ho difficoltà”. “Le direttrici della nostra politica estera sono l’Unione europea e l’Alleanza atlantica, come ha ricordato Mattarella qualche giorno fa. Cosa vuol dire che dobbiamo prendere le distanza dall’America? Uscire forse dalla Nato, togliere le basi militari agli americani, assaltare i McDonalds’? Parliamo di geopolitica: cerco le luci piuttosto che le ombre del rapporto italiano con i partner europei e atlantici”.
TRUPPE IN UCRAINA – “Veto filoputinaino di Salvini sull’Ucraina? E’ una lettura di parte che non condivido. I dibattiti che si fanno in maggioranza su Russia e Ucraina non sono dibattiti tra filo questo e filo quello. I filo ce li hanno i burattini e non i politici. E’ un dibattito su come difendere l’interesse nazionale. C’è una fetta di opinione pubblica maggioritaria italiana che ritiene che sarebbe più facile difendere l’interesse nazionale facendo dei passi indietro. Io penso che si difende l’interesse nazionale stando con l’Ucraina”. “L’unico modo per me per garantire la pace è la deterrenza. Essere abbastanza forti per far desistere il nemico, e non deboli. Chi ha un opinione diversa dalla mia è legittimato ad averla senza che gli si dica che è filo qualcosa. Quello di cui si parla oggi è l’istituzione di una forza multinazionale dei volenterosi senza ombrello Onu per rafforzare la difesa Ucraina. La ragione per la quale non ritengo necessario l’invio dei soldati in Ucraina è che il principale strumento di deterrenza è il sistema ispirato all’articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia e non l’invio di truppe”. “L’invio dei soldati può essere un di più ma non lo considero necessario per l’Italia. Possiamo essere tutti fieri del fatto che oggi le garanzie per l’Ucraina vengono disegnate su una proposta fatta dall’Italia. Molti deridevano questa proposta definendola campata in aria ma tanto campata in aria evidentemente non è. Io resto dell’idea che non è necessario per l’Italia l’invio di truppe in Ucraina e mi sembrava che su questo ci fosse un’opinione maggioritaria in Parlamento. Ora vedo che nel Pd qualcuno avrebbe cambiato idea al riguardo. Se è così, il Pd presenti una mozione in Parlamento e tornerò a dire come la penso in proposito”.
“HA RAGIONE MACRON” – “Credo che sia arrivato il momento in cui anche l’Europa parli con la Russia, perché se l’Europa decide di partecipare a questa fase di negoziazioni parlando solo con una delle due parti in campo temo che alla fine vedrà il contributo positivo che può portare sia limitato. Il problema di questo è chi lo deve fare, perché se noi facessimo l’errore di decidere da una parte di riaprire le interlocuzioni con la Russia e dall’altra di andare in ordine sparso, noi faremmo un favore a Putin e l’ultima cosa che voglio fare io nella vita è un favore a Putin”. È questa “la ragione per la quale io sono sempre stata favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Europa sulla questione ucraina, cioè una persona che ci consentisse di fare la sintesi e di parlare con una voce sola”.