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Quante grazie ha concesso il Presidente della Repubblica? La classifica con il più severo nella storia del Colle

 Il provvedimento di clemenza concesso a Nicole Minetti ha scatenato un acceso dibattito pubblico, riportando d’attualità un potere che sembrava quasi finito nel dimenticatoio. Ma se oggi una singola firma del Capo dello Stato fa gridare allo scandalo, i dati storici pubblicati da La Stampa rivelano che l’Italia è passata da un’epoca di perdoni “industriali” a una stagione di estremo rigore.

DALLE MIGLIAIA ALLE DECINE: LA METAFORMOSI DELLA CLEMENZA

Per capire quanto sia cambiato il clima al Quirinale, basta guardare ai numeri dei primi decenni della Repubblica. Il primatista assoluto di clemenza è stato Luigi Einaudi, che tra il 1948 e il 1955 ha concesso ben 15.578 grazie, una cifra enorme dettata dalla necessità di pacificare un Paese ancora lacerato dalle ferite della guerra. Questa linea di generosità è proseguita con i suoi successori: Giovanni Gronchi ne ha firmate 7.423, mentre Giovanni Leone è arrivato a 7.498 e Sandro Pertini a 6.095. Anche Giuseppe Saragat con 2.925 provvedimenti e Francesco Cossiga con 1.395 hanno mantenuto una media di interventi che oggi definiremmo altissima.

IL 1992 E LA FINE DEI ‘PERDONI FACILI’

La vera linea di demarcazione tra la generosità del passato e la severità attuale è la riforma del 1992. Prima di questa data, il Presidente della Repubblica aveva un potere d’intervento molto più ampio su amnistia e indulto. Con il passaggio di queste competenze al Parlamento (che ora richiede una maggioranza dei due terzi), la grazia è rimasta l’unico atto esclusivamente individuale e umanitario nelle mani del Colle, portando a un crollo verticale delle statistiche. Si è passati così dai 926 provvedimenti di Antonio Segni (in soli due anni di mandato) ai 339 di Oscar Luigi Scalfaro, fino ai 114 di Carlo Azeglio Ciampi.

IL PRESIDENTE PIU’ SEVERO

Leggendo la classifica, il titolo di Presidente più “cattivo” (o rigoroso) della storia spetta senza dubbio a Giorgio Napolitano. In quasi dieci anni di permanenza al Quirinale, Napolitano ha concesso appena 23 grazie, stabilendo il record minimo assoluto. Anche l’attuale Presidente, Sergio Mattarella, si muove su questa scia di fermezza: ad oggi i suoi interventi sono stati solo 71, una goccia nel mare rispetto alle circa 1.500 istanze presentate solo nel suo secondo mandato.

IL CASO MINETTI

Molti si chiedono perché, in un clima così restrittivo, Mattarella abbia deciso di firmare per Nicole Minetti. Il quotidiano La Stampa sottolinea che il dossier è arrivato al Colle con il “convinto placet” del Ministro della Giustizia Carlo Nordio e pareri favorevoli della Procura milanese. In un sistema di pesi e contrappesi, se il Ministero certifica ragioni umanitarie (sebbene giudicate da alcuni “assai volatili”), per il Quirinale negare la firma significherebbe aprire uno scontro frontale con il Governo su un atto che richiede cooperazione istituzionale.

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