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Ranucci dopo l’addio a Report: “Scelgo Rainews24 per gli approfondimenti, rifiutate Il Cairo e Tg3”

 “Dopo la rimozione da Report, la Rai mi ha posto davanti a una scelta: la sede del Cairo in qualità di corrispondente, il Tg3 a disposizione del direttore, oppure Rainews24 con delega agli approfondimenti. Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report”. Con un lungo post su Instagram, Sigfrido Ranucci annuncia ufficialmente la sua nuova collocazione all’interno del servizio pubblico dopo la chiusura della sua esperienza alla guida dello storico programma d’inchiesta di Rai3.

Il giornalista ha spiegato nel dettaglio le alternative prospettate dai vertici di Viale Mazzini: “Ringrazio il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avermi aperto, in un momento così complicato della mia vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa ho mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista”.

La scelta finale è caduta invece sul canale all-news della Rai: “Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia. Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni ’90, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell’informazione”.

IL RICORDO DI MORRIONE, LE INCHIESTE SUL FOSFORO E BORSELLINO

Ripercorrendo le tappe della carriera, Ranucci rievoca gli inizi e il passaggio a Report: “Milena Gabanelli mi chiamò dopo aver realizzato l’inchiesta che denunciò l’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti, il fosforo bianco, a Falluja: un lavoro realizzato tra il 2004 e il 2005 che, per la prima volta nella sua storia, portò il nome della Rai nel mondo con uno scoop internazionale. Armi tremende che ancora oggi, nel silenzio degli indecenti, vengono usate da Israele a Gaza e in Libano”.

Un ricordo commosso è dedicato al fondatore di Rainews24: “All’epoca il mio direttore era Roberto Morrione, il mio maestro. Insieme realizzammo molte inchieste: sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito, sulla vera natura della missione militare a Nassiriya e, soprattutto, quella che nel 2000 portò al ritrovamento dell’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino. In quell’intervista, realizzata appena due giorni prima della strage di Capaci, il magistrato parlò per la prima volta dei rapporti tra la mafia e i fratelli Dell’Utri, e della figura di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore”.

In chiusura, il bilancio sui due decenni trascorsi alla guida e nella redazione del programma d’inchiesta: “Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per 20 lunghi anni al successo di una trasmissione come Report, fiore all’occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d’inchiesta nazionale e internazionale”.

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