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Salvini e l’attacco a Vannacci: “Non è stato di parola”. E sulle battaglie della Lega: “E’ il partito del Nord, del Sud e del Centro”

Un intervento all’insegna della rivendicazione politica e del confronto interno, con Salvini impegnato a difendere la linea della Lega e a rispondere, indirettamente, alla crescente contrapposizione con l’area vicina a Vannacci.

È un Matteo Salvini combattivo quello salito sul palco della Versiliana. Davanti ai suoi sostenitori, che anche quest’anno non hanno fatto mancare il loro sostegno al leader della Lega, il vicepremier ha affrontato diversi temi politici, dall’ex alleato Roberto Vannacci alla sicurezza, dall’immigrazione alle infrastrutture, fino alla proposta di un contributo sugli extraprofitti delle banche.

A riportare i contenuti dell’intervento è Il Giornale, che racconta un Salvini deciso a rivendicare le battaglie della Lega e, allo stesso tempo, a rispondere alle critiche interne al partito.

Uno dei passaggi più attesi è stato quello dedicato, seppure senza mai nominarlo direttamente, a Vannacci. Salvini ha risposto alla domanda se fosse pentito di aver aperto le porte della Lega al generale: «No. Però lo ritenevo una persona di parola ma il tempo è galantuomo».

Il vicepremier ha quindi attaccato sul tema dei listini e dei capilista bloccati: «Il generale dice che è contro listini e capilista bloccati. Bene. Ma il tuo uomo in Toscana lo hai voluto nel listino bloccato!». Il riferimento è a Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale di Forza Nuova, eletto nella Lega come capolista alle precedenti elezioni regionali e considerato vicino a Vannacci.

Sicurezza, immigrazione e il nodo delle moschee

Nel corso dell’intervento, Salvini ha ribadito la centralità per la Lega dei temi legati alla sicurezza e all’immigrazione. Parlando dell’«islam politico», il ministro ha annunciato una linea particolarmente rigida sulla costruzione di nuove moschee in assenza di un accordo con lo Stato italiano.

Il riferimento è stato anche alla candidatura di Burgio a sindaco di Milano, lanciata nei giorni precedenti dalla Versiliana e attribuita da Salvini all’area di Vannacci. «Se l’islam non firma l’accordo con lo Stato italiano io non concederò nemmeno mezzo metro quadro», ha detto, aggiungendo: «Prima firmano l’accordo e poi se ne parla».

Sul tema dell’immigrazione, Salvini ha rivendicato anche la linea adottata durante il suo precedente incarico al ministero dell’Interno, citando il caso di Ceuta e il processo affrontato a Palermo per la vicenda Open Arms: «Essere stato a processo per sei anni a Palermo per aver difeso i confini italiani ha avuto un senso. Adesso se ne sono accorti anche gli spagnoli».

Sanità, infrastrutture e Ponte sullo Stretto

Interpellato sul bilancio di questi anni di governo, Salvini ha difeso l’operato dell’esecutivo anche sul fronte economico. Sulla sanità ha sostenuto che nell’ultimo anno siano stati realizzati investimenti «come mai nella storia», sottolineando però che il problema non sarebbe soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma il modo in cui vengono utilizzate.

Ampio spazio anche alle infrastrutture. Salvini ha parlato di cantieri aperti in tutta Italia e di investimenti complessivi per 250 miliardi di euro, riconoscendo al tempo stesso i disagi che i lavori possono provocare.

Confermata, inoltre, la determinazione sul Ponte sullo Stretto. «Il Ponte si farà», ha assicurato Salvini, ricordando che in autunno è atteso il parere finale della Corte dei Conti. Il vicepremier ha accompagnato il passaggio con una battuta sull’eruzione dell’Etna e sui collegamenti con la Sicilia, concludendo con l’auspicio che il Ponte possa diventare «un’immagine grandiosa per l’Italia».

La proposta sulle banche

Nel finale, Salvini ha rilanciato la proposta della Lega di chiedere alle banche un contributo del 5% sui loro guadagni miliardari. Il leader leghista ha respinto l’accusa di voler procedere a una sorta di espropriazione, definendo invece la misura come un contributo legato agli elevati profitti del settore.

«La Lega è lì per fare anche queste battaglie scomode», ha detto rivolgendosi al pubblico e contestando il silenzio del centrosinistra sulla proposta.

La Lega e il confronto interno

Prima di salire sul palco, Salvini ha affrontato anche il tema delle tensioni interne al partito, rivendicando il carattere democratico della Lega: «Se qualcuno ha delle riflessioni da fare ben vengano». E ancora: «La Lega è il partito del nord, del centro e del sud. Il partito oggi è qui. Se ci sono alcune persone che la pensano in maniera diversa viva la democrazia!».

 

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