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Un anno di Papa Prevost, un Leone a Roma

a cura di Nicola Perrone

Un anno fa, l’8 maggio del 2025, in Piazza San Pietro a Roma, c’erano 100mila persone a salutare il nuovo Papa appena eletto. I cardinali riuniti in Conclave votarono per il cardinale Robert Francis Prevost, primo pontefice americano, che subito dopo la nomina prese il nome di Papa Leone XIV. A chi oggi si scandalizza per i suoi interventi contro le guerre e i massacri nel mondo ricordo che nel suo primo discorso dalla loggia di San Pietro Papa Leone aveva già chiarito quale sarebbe stato il suo tratto distintivo: “La pace sia con tutti voi. Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente…”.

E rimasero a bocca aperta, delusi, quei cattolici conservatori sicuri che il nuovo Pontefice avrebbe preso le distanze da Papa Francesco. Papa Leone, seppur con i suoi tratti, si era invece subito collegato all’eredità del suo predecessore mantenendo forte attenzione a poveri, migranti, dialogo e periferie del mondo. Alle 19.23 dell’8 maggio 2025, poco più di un’ora dopo dalla fumata bianca che alle 18.07 ne aveva annunciato l’elezione, il nuovo Papa Leone XIV si è presentato alla Loggia centrale della Basilica Vaticana per porgere a Roma e al mondo questo saluto: Con il suo stile sobrio, forse meno mediatico, ma il messaggio sin dall’inizio è stato chiaro a favore della pace e contro chi scatena guerre e distrugge. Parlando spesso di una pace “disarmata e disarmante”. In questo primo anno di pontificato Papa Leone non si è risparmiato. Ha compiuto importanti viaggi in Medio Oriente e in Africa, rafforzando il ruolo diplomatico del Vaticano nei conflitti internazionali. Ha guidato gli eventi principali dell’Anno Santo, culminati nel grande Giubileo dei Giovani a Tor Vergata con oltre un milione di partecipanti. Due figure molto amate dai giovani, Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, sono state proclamate sante insieme il 7 settembre 2025 in Piazza San Pietro.

Papa Leone ha avviato nuove nomine importanti e modifiche nella gestione economica del Vaticano, con cambiamenti sul ruolo dello IOR e nuove regole per la Curia romana. Tra gli incontri più simbolici c’è stato quello con re Carlo III e la regina Camilla nella Cappella Sistina, considerato un passo importante nei rapporti con il mondo anglicano. Il Pontefice ha sempre riservato attenzione particolare ai giovani, sul rischio dell’isolamento digitale e sull’importanza di relazioni autentiche, invitando i giovani a “costruire la pace”. In molti hanno notato il suo modo riservato di governare la Chiesa: meno protagonismo personale e maggiore attenzione al ruolo spirituale del Papa.

E veniamo al fatto più eclatante, quello che ha sconvolto i cristiani di tutto il mondo. L’attacco al Papa da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La tensione è esplosa poco più di un mese fa dopo che Papa Leone XIV aveva criticato duramente la guerra contro l’Iran e l’idea di usare la religione per giustificare i conflitti. Il Papa parlò di “delirio di onnipotenza” e chiese negoziati di pace. Trump reagì pubblicamente sui social accusando il Papa di essere un debole, terribile in politica estera, che metteva in pericolo i cattolici. Papa Leone XIV ha mantenuto una posizione molto netta: Il Vaticano rimandò le accuse al mittente definendo false le accuse secondo cui il Papa avrebbe tollerato armi nucleari iraniane. “Non ho paura dell’amministrazione Trump” disse il Papa e aggiunse: “Continuerò a parlare contro la guerra”.

Lo scontro diventò ancora più mediatico quando Trump pubblicò un’immagine generata con intelligenza artificiale che lo raffigurava come una figura simile a Gesù subito dopo aver attaccato il Papa. L’episodio provocò forti polemiche nel mondo cattolico. Lo scontro ha avuto effetti anche negli Stati Uniti: calo del consenso di Trump tra parte dei cattolici; aumento della popolarità internazionale di Papa Leone XIV; tensioni diplomatiche tra Casa Bianca e Vaticano.

In questo duro confronto Papa Leone XIV ha più volte attaccato l’idea che una nazione sia “scelta da Dio”, che il Vangelo possa essere usato per giustificare guerre e potere politico. La religione, la Chiesa non è al servizio del potere politico. E mi viene in mente quanto disse il filosofo Diogene ad Alessandro Magno che si recò di persona a rendergli visita. Il condottiero lo trovò disteso al sole. Diogene sollevò un po’ lo sguardo, quando vide tanta gente venire verso di lui, e fissò negli occhi Alessandro. E quando il monarca si rivolse a lui salutandolo, e gli chiese se volesse qualcosa, gli rispose: “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”. Perché la verità è luce e il potere politico oscura ogni cosa.

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