«Le rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto, grazie all’articolo pubblicato oggi sul vostro giornale di essere un Manchurian candidate, inviato dalla Federazione Russa per lamentarmi dei prezzi insostenibili della benzina nel mio Paese, l’Italia. Vi affidate a noti centri studi russofobi come l’Ecfr e l’Iai per dipingermi come un Cavallo di Troia». Lo scrive sui social – in un post in inglese – il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, rispondendo a un articolo del Financial Times, in cui viene definito Cavallo di Troia della Russia in Italia.
«Onestamente, mi aspettavo di più da voi. – sottolinea ancora Vannacci – Ammiro l’eleganza del complotto: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o manipolare le elezioni, l’Fsb si sarebbe accontentato di far brontolare un generale italiano per le vacanze estive rovinate dal costo del carburante; una lamentela condivisa da ogni cittadino italiano, da Palermo a Bolzano, nessuno dei quali – che io sappia – risponde alla Lubjanka».
«Nel frattempo il Financial Times, espressione di quegli ambienti finanziari e di quell’establishment internazionale che da sempre pretende di spiegare agli europei cosa devono pensare, scopre improvvisamente che in Italia esisterebbe il Cavallo di Troia della Russia. Indovinate chi? Vannacci. Senza uno straccio di prova concreta di ordini ricevuti da Mosca, finanziamenti occulti o rapporti clandestini. Bastano posizioni politiche non allineate sulla guerra in Ucraina e una crescita nei sondaggi per trasformare un avversario politico in un sospetto agente del Cremlino», ha scritto Vannacci in un altro messaggio social, in cui ironizza: «A giudicare da certi titoli, il mal di pancia deve essere davvero forte. Da domani Imodium per tutti».