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Bandiere a mezz’asta per Tania Terrin: l’Alto Vicentino si unisce al lutto e dice no alla violenza sulle donne

Le bandiere a mezz’asta sui Municipi dell’Alto Vicentino raccontano oggi un dolore che attraversa l’intera comunità veneta. È il dolore per la morte di Tania Terrin, la 39enne di Camponogara uccisa la sera di Ferragosto dall’ex compagno, in quello che è l’ennesimo femminicidio che scuote il Veneto. Oggi, sabato 29 agosto, in occasione delle esequie celebrate a Camponogara, la Regione ha proclamato il lutto regionale e invitato i Comuni a partecipare al cordoglio e a promuovere momenti di riflessione sul tema della violenza di genere.

Un invito raccolto anche da diverse amministrazioni vicentine, che hanno scelto di rendere visibile la propria partecipazione attraverso un gesto semplice ma carico di significato: le bandiere abbassate davanti ai Municipi.

A Thiene, il sindaco Giampi Michelusi ha affidato a un messaggio il significato di quella bandiera a mezz’asta: non soltanto il segno silenzioso del dolore della città per la morte di Tania, ma anche un richiamo a una responsabilità che riguarda tutti.

«Davanti a un femminicidio il cordoglio non basta», è il senso della riflessione del primo cittadino. Ogni donna uccisa, sottolinea Michelusi, rappresenta una ferita per l’intera comunità e richiama tutti alla responsabilità di educare al rispetto, riconoscere la violenza e non voltarsi dall’altra parte.

Un messaggio che va oltre la giornata di lutto e che individua nella prevenzione e nella cultura del rispetto uno degli strumenti fondamentali per contrastare la violenza contro le donne.

A Monte di Malo il sindaco invita a soffermarsi su quanto ancora occorre fare

Anche a Monte di Malo il Municipio espone oggi le bandiere a mezz’asta. Il sindaco Mosé Squarzon ha ricordato come l’abbassamento delle bandiere non rappresenti un semplice atto formale, ma un gesto di cordoglio e di ferma condanna della violenza sulle donne.

«È il modo in cui Monte di Malo esprime la propria vicinanza alla famiglia Terrin e dice no alla violenza sulle donne», sottolinea il sindaco, invitando la comunità a osservare un momento di raccoglimento in concomitanza con le esequie. Il messaggio dell’amministrazione monte di malese richiama inoltre la necessità di una riflessione più ampia: la tragedia di Tania, viene sottolineato, impone di interrogarsi su quanto ancora sia necessario fare per sradicare una piaga che non può essere considerata soltanto un problema individuale, ma che coinvolge l’intera società.

Da Zugliano: “Chiamate il 1522”
“Il nostro Comune si unisce al lutto regionale in memoria di Tania Terrin. Di fronte all’ennesimo, inaccettabile femminicidio, la nostra Amministrazione e l’intera comunità si stringono nel dolore alla famiglia e a tutti i suoi cari. In segno di cordoglio e partecipazione, le bandiere del nostro Municipio sono esposte a mezz’asta. ​La violenza di genere è una ferita per l’intera società e va combattuta ogni giorno, sradicando la cultura del possesso e della prevaricazione per educare al rispetto.​A tutte le donne ricordiamo, se vi sentite in pericolo, di chiamare il 1522. Il numero nazionale antiviolenza e stalking è gratuito, sicuro e attivo 24 ore su 24”, il messaggio invece del Comune di Zugliano.

La scelta dei Comuni vicentini si inserisce così nel significato attribuito dalla stessa Regione al lutto di oggi. Nel decreto con cui è stato proclamato il lutto regionale, il presidente Alberto Stefani ha disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere regionali e ha invitato gli enti pubblici veneti a unirsi al cordoglio, promuovendo nelle proprie sedi occasioni di riflessione sulla violenza di genere e sulla necessità di diffondere una cultura fondata sul rispetto.

Non è, dunque, soltanto una questione di bandiere.

Quel gesto, ripetuto davanti ai Municipi, vuole dare un volto pubblico al dolore per una vita spezzata e, contemporaneamente, trasformarlo in una presa di posizione. Perché il femminicidio non può essere archiviato come una tragedia privata: ogni donna uccisa interroga le istituzioni, le famiglie, la scuola e l’intera comunità.

Il caso di Tania Terrin ha riacceso anche il dibattito sulla capacità di riconoscere e prevenire le situazioni di violenza. Nei giorni scorsi, la vicenda è arrivata anche in Parlamento con la richiesta di rafforzare gli strumenti di prevenzione e la valutazione del rischio, con particolare attenzione ai segnali che possono precedere l’escalation della violenza.

Oggi, dunque, l’Alto Vicentino si ferma simbolicamente insieme al resto del Veneto. Le bandiere a mezz’asta raccontano il lutto per Tania, ma soprattutto lanciano un messaggio che non dovrebbe fermarsi alla giornata di oggi: la violenza contro le donne riguarda tutti e il silenzio non può essere una risposta.

Il cordoglio è il primo passo. La vera sfida, per istituzioni e cittadini, è fare in modo che a quel gesto seguano consapevolezza, prevenzione, educazione e capacità di intervenire prima che sia troppo tardi.

di redazione AltovicentinOnline

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