La vicenda che nei giorni scorsi ha sconvolto Thiene , il doppio episodio di violenza sessuale ai danni di una donna adulta e di una minorenne di appena 15 anni, entrambe aggredite in centro, ha avuto una risposta immediata non solo sul piano giudiziario, ma anche istituzionale. L’arresto e la revoca della misura di accoglienza per Mohamed Aytam H. Abbas, 28 anni, richiedente asilo di nazionalità egiziana. Dettagli che emergono solo dopo molti giorni dall’accaduto, di cui vi avevamo parlato in un articolo, grazie alla lettera arrivata alla redazione di AltovicentinOnline da parte del compagno di una delle vittime dell’aggressione che ha scosso Thiene. E se possiamo darvi il nome non è grazie alle forze dell’ordine con cui collaboriamo ogni giorno e hanno il veto assoluto da parte del Procuratore Capo di Vicenza. I lettori infatti, non comprendono le difficoltà di una stampa che con la normativa sulla presunzione d’innocenza, non riescono ad ottenere da Polizia, Carabinieri o Guardia di Finanza quelle generalità che invocano sui social, come se fosse colpa dei cronisti, che sono le prime vittime di questa limitazione imposta dall’Europa che vieta di di comunicare alla stampa nomi e cognomi degli indagati prima che non ci sia una condanna di terzo grado. Non sempre i giornali riescono ad ottenerle per via traversa lavorando, come nel nostro caso, con quelle forze dell’ordine “imbavagliate”.
La condanna di Michelusi
Tornando ai due episodi di violenza, ai quali certo Thiene non è abituata, al centro della reazione pubblica c’è la presa di posizione netta del sindaco Giampi Michelusi, che ha espresso «la più sincera solidarietà e vicinanza alle vittime coinvolte» a nome proprio, dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità thienese. Parole che sottolineano la gravità dell’accaduto e ribadiscono un principio chiaro: la tutela delle donne e delle vittime di reati è una priorità non negoziabile per la città. Il primo cittadino ha definito l’episodio «estremamente grave e da condannare senza alcuna riserva». Un passaggio che va oltre la semplice cronaca dei fatti e richiama la responsabilità collettiva nel difendere chi subisce violenza, fisica o verbale. Il sindaco ha voluto rimarcare il sostegno dell’amministrazione alle due donne che hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto con prontezza, permettendo l’intervento delle forze dell’ordine. Un elemento non secondario: la denuncia tempestiva e la fiducia nelle istituzioni diventano, in casi come questo, il primo argine alla reiterazione di condotte violente. Accanto alla risposta giudiziaria, con l’arresto immediato del 28enne egiziano , ora ai domiciliari nella comunità che lo ospitava, si è mossa anche la macchina amministrativa dello Stato. La Prefettura ha già disposto la revoca della misura di accoglienza nei confronti dell’indagato, che non risulta residente a Thiene. Un passaggio significativo, che rientra nelle competenze proprie della Prefettura in materia di ordine pubblico, sicurezza e gestione delle misure di accoglienza. In presenza di comportamenti ritenuti gravemente incompatibili con il percorso di inserimento e con il rispetto delle leggi, possono scattare provvedimenti amministrativi che si affiancano alle misure penali.
Fiducia nella magistratura e presidio del territorio
Pur usando toni duri sul piano politico e valoriale, il sindaco ha ribadito la piena fiducia nell’operato della magistratura, ricordando che spetterà all’Autorità giudiziaria ricostruire i fatti, accertare le responsabilità e definire le eventuali pene. Una distinzione netta fra il piano del giudizio penale, che richiede garanzie e tempi tecnici, e quello delle valutazioni amministrative e politiche, che guardano al tema più ampio della sicurezza urbana. Nelle sue parole c’è anche un riconoscimento al lavoro della Polizia Locale Nevi: «Ancora una volta si dimostra come il nostro territorio sia presidiato con attenzione grazie al lavoro delle forze dell’ordine e al costante impegno degli operatori sul territorio». Il rapido intervento della Polizia Locale Nordest Vicentino, allertata immediatamente dalle vittime, ha permesso di rintracciare e bloccare l’uomo nel giro di pochi minuti, impedendogli di allontanarsi.
«La sicurezza delle persone, il rispetto delle donne e la tutela delle vittime restano priorità assolute e non negoziabili per una comunità civile».
In questo quadro, la revoca dell’accoglienza da parte della Prefettura e la prospettiva di un eventuale provvedimento di espulsione al termine del percorso giudiziario vengono letti dall’amministrazione thienese come strumenti necessari a ribadire un messaggio chiaro: nel territorio non c’è spazio per chi calpesta la dignità delle persone e, in particolare, delle donne.
di Redazione AltovicentinOnline