Ci sono persone, che quando se ne vanno, sembrano far diventare il silenzio ancora più pesante. Persone che nella loro vita non hanno mai occupato la ribalta della stampa, ma che hanno segnato la vita di generazioni. Persone che con la loro presenza hanno saputo tenere unito il tempo di una comunità, depositarie di storie e passati e che con la loro scomparsa scuotono gli animi di chi ha avuto il piacere, anche fosse stato solo una volta, di incontrarle e conoscerle. Come Maria Agnese Cortiana, 91 anni, cuore di contrada Fuccenecco a Posina.
“Ciao Agnese, eri la fonte storica della contrada”, così Roberto Lorenzato, custode delle contrade e memoria viva della montagna vicentina, ne annuncia la scomparsa sul social del piccolo paese della vallata. “I tuoi anni odoravano di semine e raccolti, di strame e legna, di fieno e patate, e mentre fuori la neve copriva i tetti delle case, tu regina della cucina, instancabile, davi forma con le tue sapienti mani il cibo della fatica. Arrivederci”.
Parole che hanno subito raccolto messaggi di affetto e nostalgia. “Dolcissima signora, sempre gentile e premurosa”. “Con lei riaffiorano i ricordi della mia infanzia accanto a mia nonna”. Frasi semplici, ma cariche di quella riconoscenza silenziosa che solo certe figure riescono a lasciare dietro di sé. Maria Agnese Cortiana era l’immagine stessa delle stagioni della montagna: la durezza delle semine, il tempo lento dei raccolti, il rumore della legna spaccata all’alba, le patate strappate alla terra dura. Una vita intrecciata alla contrada e vissuta senza clamore, ma con una dignità profonda.
Con la sua scomparsa non se ne va soltanto un’anziana del paese, ma un pezzo di quel Veneto contadino che resiste ormai solo nei racconti degli ultimi testimoni. E le contrade diventano più silenziose, orfane di chi ne conosceva ogni pietra, ogni inverno, ogni nome.
Il funerale di Agnese Cortiana sarà celebrato giovedì 28 maggio, alle 10, nella Chiesa Parrocchiale di Posina.