Chi lo conosce sa che non è facile per lui restare senza quell’ospedale a cui ha dato tutto se stesso: professionalità, ma soprattutto passione e amore per una professione in cui crede profondamente. È andato in pensione senza proclami né comunicati stampa Maurizio Zirillo, anatomo-patologo dell’ospedale di Santorso, dove approdò all’apertura del nuovo polo sanitario. Un guerrigliero di origini calabresi, ha lottato perché venisse ufficializzato il Pdta sul melanoma, il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale specifico per i pazienti affetti da questa patologia.
Non solo: Zirillo, a 66 anni, quando si avvicinava la pensione, scrisse una lettera all’allora direttore generale Carlo Bramezza per chiedere di restare in servizio. Una richiesta che fece sgranare gli occhi al manager dell’Alto Vicentino. Era il 2022 e in ospedale si susseguivano dimissioni e migrazioni di medici dal pubblico al privato. Lui volle rimanere per non lasciare il suo reparto scoperto, in un momento storico segnato dalla carenza di camici bianchi. Anche l’allora governatore Luca Zaia si congratulò con lui per quella scelta che lo distinse. La sua richiesta venne accolta senza esitazione.
Maurizio Zirillo nasce in Calabria; il padre era un imprenditore che commerciava le arance succose del Sud. Ma di portare avanti la ditta di famiglia non ne volle sapere: sognava di fare il medico. Così si trasferì a Padova per studiare all’università e realizzare il suo desiderio, che ha coltivato con curiosità sfrenata, orgoglio e una difesa strenua di una professione spesso sotto attacco.
Empatico e talvolta scontroso, chi lo conosce sa che non ce la farà a stare a casa a fare il pensionato. Sa che, anche se non vivrà più nella sua seconda casa, l’ospedale di Santorso , è presto per appendere al chiodo il “telescopio” e gli strumenti del mestiere, che potranno ancora servire a questo esperto di melanoma che ha lasciato il segno nella comunità sanitaria, e non solo, dell’Alto Vicentino.
Natalia Bandiera