In merito all’ecocentro di via Cazzola a Schio, ViAmbiente ritiene opportuno richiamare un passaggio preliminare da cui dipende la definizione dei tempi di apertura.
La società ha infatti svolto le proprie valutazioni sui profili di sicurezza antincendio, con particolare riferimento al D.M. 26 luglio 2022, il decreto del Ministero dell’Interno che ha approvato le norme tecniche di prevenzione incendi per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti e che si applica anche ai centri di raccolta con superficie superiore a 3.000 metri quadrati.
Alla luce di queste valutazioni, ViAmbiente ritiene necessario che il progetto venga sottoposto al competente Comando dei Vigili del Fuoco per il necessario riscontro tecnico.
Ogni indicazione sulle tempistiche di apertura risulta quindi subordinata a questo passaggio.
Quando si parla di una struttura destinata a ricevere rifiuti e ad accogliere cittadini, operatori e mezzi, il tema della sicurezza non può che essere considerato un presupposto preliminare, che deve essere chiarito prima dell’avvio del servizio. Sia a tutela dell’utenza che della salute e della sicurezza dei lavoratori impiegati nella gestione dell’impianto.
Per questo motivo, solo una volta acquisito il riscontro dei Vigili del Fuoco, sarà possibile valutare con precisione i tempi effettivi di attivazione dell’ecocentro e concordare il cronoprogramma d’apertura al pubblico.
Si tratta di una procedura che risponde a un criterio di prudenza e responsabilità e che ViAmbiente considera coerente con quanto già seguito anche per ecocentri di dimensioni analoghe, come quello di Thiene. Non siamo quindi di fronte a un’impostazione eccezionale, ma all’applicazione di un criterio uniforme. L’obiettivo della società resta quello di arrivare all’apertura della struttura nel più breve tempo possibile.