“Detto, ripetuto e stra detto: non si può correre ai 90 nelle stradine del quartiere Rossi”. È lo sfogo comparso sui social e che riaccende una questione tutt’altro che nuova a Schio: la sicurezza nelle vie residenziali, dove secondo numerosi cittadini il problema della velocità e del mancato rispetto della segnaletica si ripresenta quotidianamente.
Nel mirino, questa volta, c’è il quartiere Rossi, dove i residenti descrivono strade frequentate da biciclette, bambini, pedoni e anziani trasformate, a loro dire, in vere e proprie “piste da corsa”. La preoccupazione è soprattutto quella che prima o poi possa verificarsi un incidente grave. La protesta non si ferma a una singola strada. Nei commenti al post vengono segnalate diverse zone della città. Un utente richiama l’attenzione su via Fusinieri, all’incrocio con via Alessandro Rossi, raccontando di episodi nei quali lo stop verrebbe, secondo la sua percezione, sistematicamente ignorato. Altri cittadini citano via dei Grigi, via San Giovanni Bosco, via Ca’ Trenta, via Cristoforo Magrè e via Lungo Gogna.
Il quadro che emerge dalle testimonianze è quello di una città dove, secondo i residenti, il problema della velocità non riguarda soltanto una zona. “Una vera pista da Formula 1”, scrive un utente riferendosi a via Lungo Gogna. E c’è chi invoca interventi sulla viabilità, dalla manutenzione della segnaletica a sistemi per costringere gli automobilisti a rallentare. Tra le segnalazioni compare anche Strada Braglio, dove un cittadino racconta di aver incontrato automobili che si sorpassavano mentre percorreva la strada in bicicletta, lamentando anche comportamenti pericolosi alla guida. Un’altra segnalazione arriva dal quartiere Santa Croce, dove viene evidenziato un problema analogo e vengono chiamati in causa anche i monopattini. Proprio su questo punto il dibattito si accende: altri utenti invitano a non mettere sullo stesso piano i diversi problemi della mobilità e a concentrare l’attenzione soprattutto sul rischio rappresentato dalla velocità delle automobili.
Al di là delle singole testimonianze, il filo conduttore dei commenti è uno: i cittadini chiedono controlli e interventi concreti. Nel post iniziale vengono chiamati in causa anche amministrazione comunale e assessori, con una domanda tanto semplice quanto diretta: “cosa ci vuole per mettere in sicurezza il quartiere?”. Una domanda che torna, con nomi di strade diversi, praticamente sotto ogni segnalazione. E mentre sui social si moltiplicano le testimonianze, resta il punto centrale: le strade di quartiere non sono circuiti automobilistici. Per chi ci vive, la sicurezza non può diventare una questione da affrontare soltanto dopo che è successo qualcosa.
di Redazione AltovicentinOnline
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