Cento anni: un compleanno dorato per Agnese Filippi, nata il 14 giugno 1926 a Valli del Pasubio ma residente a Schio da quasi 60 anni, che ha festeggiato oggi il suo centesimo compleanno al Bar Nuovo Fleming di Schio, circondata dalla famiglia, tra cui la figlia Imelda Ballico, il nipote Nicola Facci e da chi le vuole bene. A portare gli auguri dell’intera amministrazione e dell’intera comunità scledense è arrivata anche l sindaco Cristina Marigo.
Agnese viene al mondo a Valli del Pasubio il 14 giugno 1926, figlia di Giacomo e Carlina Filippi. Ha ventitré anni quando, il 12 febbraio 1950, sposa Guerrino Ballico, nato nel 1916 a Monte di Malo, che nel corpo degli Alpini serve, con serietà e coerenza, il nostro Paese durante la WWII, e viene insignito della Croce al Merito di Guerra. Insieme costruiscono una famiglia, una casa, una vita. Dal loro legame nasce la figlia Imelda.
Nel maggio 1968, Agnese lascia Valli del Pasubio e si trasferisce a Schio, nel quartiere Santissima Trinità dove per una vita si è occupata della famiglia e della casa.
Il sindaco Cristina Marigo ha voluto essere presente personalmente ai festeggiamenti, portando ad Agnese i saluti e gli auguri dell’intera amministrazione comunale e della comunità di Schio.
«Incontrare Agnese è come incontrare un pezzo straordinario della nostra storia. Una donna nata tra le due guerre mondiali, cresciuta in un’Italia che cambiava radicalmente, che ha scelto Schio come sua città e vi ha costruito la sua vita e fatto crescere la sua famiglia. A nome di tutta l’amministrazione e dell’intera comunità scledense, le auguro ancora tanti anni sereni, circondati dall’affetto di chi le vuole bene”, commenta il sindaco di Schio, Cristina Marigo, sindaco di Schio.
“Un grazie di cuore in particolare al nostro Sindaco, alle Autorità cittadine e agli amici, che hanno presenziato e mi hanno supportato nel dare vita a questo straordinario momento comunitario, rendendo unico e speciale il 100° compleanno di nonna, memoria storica della nostra Comunità, dei nostri Valori e della nostra Cultura”, ha commenta il nipote Nicola Facci.