Una passeggiata nelle prime ore della sera, in una zona residenziale della città, si è trasformata in un incubo per una donna thienese, vittima di un’ aggressione fisica e di molestie da parte di un cittadino straniero. Un episodio che ha scosso profondamente la coppia coinvolta, ora profondamente segnata da quanto accaduto.
A raccontare il fatto di cronaca è il compagno della donna, in una lunga lettera inviata alla nostra redazione. Nel suo scritto emerge una rabbia profonda e un sentimento di totale indignazione per una violenza vissuta «a pochi passi dalla porta di casa», in un contesto che dovrebbe essere fra i più tutelati: quello della quotidianità sotto casa, in un’area residenziale.
«È inaccettabile – scrive – che una donna non sia libera di camminare sotto casa senza essere violata nella sua dignità e nella sua sicurezza. Trovarsi la violenza a pochi passi dalla propria porta fa crollare ogni certezza». Parole che raccontano con lucidità lo shock psicologico seguito all’aggressione: dalla rabbia iniziale si passa presto a «pensieri amari», alla nausea al solo pensiero di vivere «in una città che si scopre così insicura», fino alla difficoltà di immaginare il futuro.
Accanto alla denuncia, però, nella lettera trova spazio anche un ringraziamento deciso e pubblico al Consorzio di Polizia Locale Nordest Vicentino. Il cittadino sottolinea la «prontezza, serietà e straordinario spessore professionale» degli ufficiali e degli agenti intervenuti, che in appena un’ora dall’accaduto sono riusciti a individuare e bloccare il presunto responsabile grazie a un’azione investigativa «immediata e determinata».
Un passaggio della lettera è dedicato alla scelta , spesso non scontata, di denunciare subito. «Spesso, davanti a questi eventi, si ha paura o esitazione a denunciare per timore che sia inutile – scrive nella toccante email ad Altovicentinonline –, ma la nostra esperienza dimostra il contrario: dare immediata fiducia alle forze dell’ordine è l’unica scelta giusta». Nel caso specifico, sottolinea, gli agenti «hanno fatto tutto ciò che dovevano e lo hanno fatto alla perfezione».
Proprio per questo, dall’esperienza personale nasce una richiesta netta alle istituzioni: più risorse, più sostegno a chi ogni giorno è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini. «È fondamentale che le istituzioni aumentino gli investimenti a supporto di chi ci protegge ogni giorno – si legge ancora – e che l’amministrazione comunale rifletta su quanto accaduto».
Il cittadino thienese chiede che quanto fatto dalla Polizia Locale non resti un episodio isolato sul piano dell’efficienza, ma sia accompagnato da misure politiche e amministrative conseguenti. «La Polizia Locale ha dimostrato un’efficienza straordinaria, ma ora pretendiamo che le istituzioni facciano il resto», afferma, chiedendo che chi si rende protagonista di simili atti sia «punito severamente e allontanato in modo definitivo».
La chiusura della lettera è un appello che suona come un monito: «Non siamo disposti a tollerare che i nostri quartieri diventino terra di nessuno, e pretendiamo che a tutti i cittadini di Thiene vengano restituite la sicurezza e la libertà che meritano». Un grido di allarme che nasce da un episodio concreto, ma che tocca temi più generali: il diritto delle donne a muoversi liberamente, il rapporto di fiducia con le forze dell’ordine, il ruolo delle istituzioni nel garantire che quelle strade, quelle case, quei quartieri restino luoghi dove sia ancora possibile sentirsi al sicuro.
La redazione di Altovicentinonline tutela la privacy di questa coppia provata da quanto accaduto e che chiede l’anonimato.
di Redazione AltovicentinOnline