Il Consorzio di Polizia Locale “NEVI” comunica che dal 23 febbraio ha preso avvio ufficialmente la sperimentazione dell’arma comune ad impulsi elettrici (cd. Taser), che vedrà il personale autorizzato portare il dispositivo in servizio di pattuglia esterna nel rispetto del quadro normativo nazionale vigente.
La decisione si inserisce nell’ambito di quanto previsto dalla normativa nazionale che consente ai Comuni la sperimentazione dello strumento previa specifica formazione e nel rispetto delle linee guida approvate in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni.
Il personale individuato ha completato con esito positivo il percorso formativo teorico-pratico previsto dalla normativa. È stato inoltre sottoscritto apposito protocollo operativo e sanitario con l’Azienda ULSS 7 Pedemontana, finalizzato alla tutela della salute, al monitoraggio sanitario e alla definizione delle procedure conseguenti all’eventuale utilizzo dello strumento.
Il Comando ha inoltre adottato specifici manuali operativi e linee guida tecniche interne, disciplinanti criteri di assegnazione, modalità di custodia, condizioni di impiego, procedure di sicurezza e obblighi di rendicontazione.
Con l’avvio ufficiale della sperimentazione, il Consorzio di Polizia Locale “NEVI” diventa il primo Comando di Polizia Locale nella provincia di Vicenza ad attivare il Taser secondo il percorso previsto dalla normativa nazionale.
Proprio in ragione di questo primato, il percorso amministrativo e organizzativo è stato particolarmente articolato. “Essere il primo Comando nella provincia di Vicenza ad avviare la sperimentazione del Taser ha comportato un percorso lungo e approfondito. Non esistevano protocolli già operativi sul territorio provinciale, e questo ci ha richiesto un lavoro accurato di studio, confronto istituzionale e predisposizione di procedure dedicate – ha detto il comandante Filippo Colombara – . Abbiamo scelto di procedere con prudenza e responsabilità, nel pieno rispetto delle norme e delle linee guida nazionali, costruendo un modello organizzativo solido e garantito anche sotto il profilo sanitario. Lo strumento rappresenta un dispositivo intermedio a tutela sia degli operatori sia dei cittadini, da utilizzare esclusivamente nei casi previsti e secondo i principi di necessità, proporzionalità e gradualità dell’uso della forza.”
La fase di sperimentazione avrà la durata di sei mesi e sarà oggetto di monitoraggio costante e di verifica periodica, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti.