Atto vandalico al Monumento ai Caduti di Thiene, nel cuore di piazza Chilesotti. Le immagini, che ci sono state inviate da Fidenzio Munaretto, inorridito per tanta maleducazione, parlano da sole: bicchieri abbandonati, liquidi versati sulla pavimentazione, tracce evidenti di bivacco e degrado all’interno di uno dei luoghi simbolicamente più delicati della città.
Non è la prima volta. Poche settimane fa lo stesso Monumento era già finito al centro delle polemiche per l’uso improprio dei suoi cancelli e dei suoi spazi durante una manifestazione politica: bandiere appese, segni lasciati sul selciato, trasformazione di un luogo della memoria pubblica in fondale scenografico per l’attivismo di parte.
Allora si parlò di mancanza di rispetto. Oggi siamo oltre. 
Il Monumento ai Caduti non è un angolo qualunque della piazza. Non è un riparo per bivacchi improvvisati, non è un cestino a cielo aperto, non è il retrobottega dell’inciviltà cittadina. È un luogo della memoria collettiva. Richiama persone, famiglie, lutti, storia, sacrificio. Proprio per questo dovrebbe imporre un limite anche a chi, evidentemente, del rispetto per la cosa pubblica non conserva nemmeno l’idea.
Il fatto più grave, però, non è soltanto il comportamento di chi sporca. È l’assenza di una reazione visibile, concreta, repressiva. Piazza Chilesotti è centralissima. Il Monumento si trova in un’area ampiamente videosorvegliata. Se quelle immagini non vengono utilizzate per individuare i responsabili, elevare le sanzioni e pretendere il ripristino del decoro, la videosorveglianza si riduce a una finzione: registra il degrado, ma non lo contrasta. Occorrerebbe dare un segnale per fare capire a questi incivili che in una società con delle regole, chi sbaglia paga.
E’ stato lo stesso Munaretto ad avvisare il Comune, che ha mandato una squadra di operai a pulire lo scempio.
di Redazione Altovicentinonline