Un profondo silenzio in una mattinata di sole, rotto all’improvviso dal rombo di decine di moto e dalle note di ‘Dont’t you worry child’ che hanno accompagnato la bara chiara di Luciano Cavedon fino all’interno del duomo di Thiene

Questa mattina l’addio al centauro 49enne, che ha perso la vita domenica scorsa a Valli del Pasubio, ha raccolto centinaia di amici, parenti e conoscenti, che hanno voluto accompagnare quel giovane, strappato alla vita troppo presto, mentre in sella ad una nuova moto, di cui provava la tenuta su strada, percorreva la Sp 46 da Vallarsa a Valli.

Una folla immensa, dentro e fuori dalla chiesa principale di Thiene e tanta commozione tra i moltissimi amici, fedeli clienti, parenti e conoscenti, che hanno voluto stare vicino al loro ‘Ciano’ fino all’ultimo.

“Siamo molto scompigliati da quello che è successo – ha commentato don Antonio Guarise, parroco della Conca – Siamo sconvolti da

sensazioni di rabbia, ma dobbiamo affidarci a Dio come fossimo dei bambini, ognuno a modo suo, ognuno come è in grado di fare”.

Dai ricordi degli amici e di chi ha letto un pensiero dedicano a ‘Ciano’, è emersa la figura di un uomo allegro e pieno di gioia e di amore per la vita, ma altrettanto responsabile e attento al suo lavoro, nel quale insieme al fratello Franco riponeva passione e dedizione. “Amava organizzare eventi e divertirsi ed era super affidabile nel suo lavoro, una persona molto seria e un grande professionista.

“La vita bisogna viverla”, la frase più ricorrente pronunciata da Luciano Cavedon, una specie di mantra che gli ha permesso di godere i suoi giorni in ogni loro sfumatura.

Don Guarise ha concluso l’omelia con una frase del Vangelo di Luca: “Siate pronti, perché non sapete né il giorno né l’ora”. Una raccomandazione a vivere bene, nel giusto, ma senza rinunciare alle soddisfazioni e al divertimento. Proprio come ha fatto Luciano Cavedon nei suoi 49 anni.

Per ricordare il caro amico, il gruppo baristi di Thiene ha appeso ai locali un simbolo in sua memoria: “Il laccio che chiude il casco arrotolato in segno di lutto e con una rosa rossa in mezzo. La rosa rossa simboleggia la vita, quella vita che Luciano da oggi in poi vivrà nei nostri cuori”.

Anna Bianchini

 

 

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