Segni. O disegni per chi vuol essere fantasioso. Tracciati con una bomboletta spray sui muri della chiesetta del parco di Villa Fabris di Thiene. Uno sfregio. L’ennesimo. Questa volta in un luogo costruito nel 1945, come ex voto per la fine della Seconda Guerra Mondiale.
E’ successo nel cuore della città, in una domenica di qualche settimana fa. Su tutto, oltre a metter mano a vernice e pennelli, ci si chiede: perché?
Nel frattempo, in questo mese, il Comune si è mosso. Denunciando il tutto alla propria assicurazione e affidando i lavori per cancellare i segni: 1500 euro per rimettere ordine, per restituire decoro.
Ma sotto l’intonaco di quei muri brutalizzati dallo spray, resta lo sdegno. Perché non è un episodio isolato. È solo l’ultimo episodio di una serie: gli estintori svuotati all’Officina Giovani, i bagni pubblici vandalizzati nei parchi. Tutto nel giro di pochi mesi.
P.V.